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Roma, 4 ago. (askanews) – Per Ruben Amorim il primo derby di Milano sulla panchina del Milan sarà un test importante, ma non decisivo. Alla vigilia dell’amichevole contro l’Inter in programma a Perth, il tecnico rossonero ha ribadito che la priorità resta arrivare pronti all’esordio in campionato, senza rinunciare alla propria identità di gioco.
“Vogliamo fare bene nel derby e naturalmente vogliamo vincere – ha spiegato Amorim -. Però il risultato nel precampionato non è la cosa più importante. Dobbiamo prepararci al meglio per la trasferta di Torino del 23 agosto. Vincere è il nostro obiettivo, ma farlo giocando male non ci darebbe fiducia”.
Sul fronte mercato, l’allenatore ha parlato di Rafael Leao, al centro delle indiscrezioni estive: “Lo vedo felice e motivato. Essere al Milan è una fortuna e non ho notato alcuna differenza nel suo atteggiamento rispetto agli altri compagni. Il gruppo è unito e sono contento della squadra che ho. Se dovessimo iniziare la stagione con questa rosa, sono convinto che saremmo competitivi in ogni partita”.
Amorim ha confermato anche l’impiego di Luka Modric: “Giocherà anche lui. Tutti avranno spazio perché abbiamo poco tempo per allenarci e dobbiamo crescere attraverso le partite. Luka è molto umile, non ama l’attenzione che riceve e dovrà conquistarsi il posto come tutti, anche se resta un giocatore speciale”.
Il derby sarà anche l’occasione per ricordare Franco Baresi, scomparso nei giorni scorsi. Il Milan scenderà in campo con il lutto al braccio e Amorim ha voluto rendere omaggio alla leggenda rossonera.
“Non sono la persona più adatta per parlare di Franco perché sono qui da poco, ma tutti mi raccontano la stessa cosa: quando il Milan è andato in Serie B lui non ha mai lasciato il club. Questo dice molto più dei trofei vinti. La sua eredità è il carattere e il senso di appartenenza. Posso promettere una cosa: fino al mio ultimo giorno al Milan, la squadra sarà sempre la cosa più importante, proprio come ci ha insegnato Franco”.
Infine il tecnico portoghese ha ribadito la volontà di portare una nuova filosofia tattica in Italia: “La Serie A non è solo catenaccio. Ci sono allenatori straordinari, tra cui Gasperini, che ammiro molto. Voglio giocare il mio calcio e dimostrare che anche in Serie A si può vincere proponendo un modo diverso di stare in campo”.
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