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(Adnkronos) –
Nuovo incontro in vista tra Donald Trump e Kim Jong-un. Ad assicurarlo – dopo aver deciso di ridurre la portata delle esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud – è stato lo stesso presidente Usa, che rispondendo alla domanda se avesse in programma un incontro con il leader nordcoreano entro l’anno, ha detto “sì, lo incontrerò”. In merito allo scambio di lettere con il leader nordcoreano il presidente degli Stati Uniti ha risposto ai giornalisti presenti sul nuovo eliporto della Casa Bianca: “Non posso dirvelo. Ma vado molto d’accordo con lui. Ha 57 armi nucleari molto potenti. Starà bene”. 

Intanto però Kim Yo Jong, potente sorella del numero uno di Pyongyang, ha affermato di non essere a conoscenza di recenti contatti tra il fratello e il presidente americano, dopo che quest’ultimo aveva affermato di essere in comunicazione con lui. 

“Per quanto riguarda le recenti notizie provenienti da Washington sugli scambi tra i leader della Corea del Nord e degli Stati Uniti, non ne so assolutamente nulla e questa è probabilmente l’unica questione relativa alla politica estera dei nostri massimi vertici di cui non sono a conoscenza”, ha spiegato Kim Yo Jong in un comunicato. 

Per quanto riguarda invece la decisione di Trump sulle esercitazioni con Seul, “non merita di essere commentata”, ha continuato, liquidando in un comunicato come “del tutto priva d’interesse” la mossa annunciata da Washington. 

 

 

Intanto Corea del Sud e Stati Uniti hanno comunicato che si concluderanno venerdì le esercitazioni Ulchi Freedom Shield, inizialmente previste dal 17 al 27 agosto. Ma considerate da Trump “costose” e un “segnale totalmente inappropriato e ostile” rispetto alla Corea del Nord. Qualcosa di analogo era accaduto nel 2019, all’epoca del primo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca (quanto il tycoon incontrò per tre volte Kim), ma – evidenziano dalla Corea del Sud – di comune accordo e non su richiesta di Washington. 

All’epoca dal Pentagono comunicavano la decisione di Usa e Corea del Sud di “concludere le esercitazioni Key Resolve e Foal Eagle”. Adesso per il Pentagono, come ha detto un ufficiale citato dalla Cnn, si tratta di “adeguamenti che garantiscono il rispetto degli obiettivi fondamentali in materia di prontezza operativa e addestramento”. In Corea del Sud, secondo i media americani, ci sono circa 28.500 soldati americani. 

Per Pyongyang le manovre “costituiscono la minaccia più immediata” per la Corea del Nord, che negli ultimi anni ha acquisito esperienza sul campo dispiegando truppe al fianco delle forze russe impegnate nel conflitto con l’Ucraina. 

 

Intanto, dopo la mossa di Trump su Seul, il capo della diplomazia cinese Wang Yi è volato in Corea del Sud .”Spero i progressi nel ripristino delle relazioni bilaterali contribuiscano a pace e stabilità nella regione”, ha detto il ministro degli Esteri sudcoreano, Cho Hyun, in dichiarazioni riportate dall’agenzia sudcoreana Yonhap.  

E Wang, riferisce la stessa agenzia, ha assicurato che Pechino “continuerà a svolgere un ruolo costruttivo” per la pace. Tutto dopo un faccia a faccia, il primo dai colloqui di Pechino del settembre dello scorso anno, incentrato su relazioni bilaterali, situazione nell’area e altri dossier che riguardano la regione e non solo. 

“Speriamo anche Corea del Sud e Corea del Nord si muovano gradualmente verso pace e coesistenza pacifica e auspichiamo davvero stabilità e progressi duraturi nella penisola”, ha aggiunto Wang, stando alla Yonhap. E’ convinto, evidenzia l’agenzia ufficiale cinese Xinhua, che Cina e Corea del Sud “debbano dimostrare visione strategica” e “lavorare insieme per uno sviluppo sano, stabile e duraturo delle relazioni bilaterali”. Domani il capo della diplomazia cinese vedrà il presidente sudcoreano Lee Jae-myung, che ha proposto un dialogo “multipartitico” per porre formalmente fine alla guerra di Corea, e anche il consigliere per la Sicurezza nazionale, Wi Sung-lac. 

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