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Blitz anticamorra dei Carabinieri a Napoli, operazione coordinata dalla procura distrettuale di Napoli, disposte 31 misure cautelari
NAPOLI – I Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 31 persone, domiciliate nei quartieri Rione Traiano, Pianura e Fuorigrotta, ritenute gravemente indiziate di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare l’organizzazione camorristica denominata clan Petrone/Puccinelli operante nel Rione Traiano del quartiere partenopeo di Soccavo. Il provvedimento è emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda partenopea.
Fruttavano 450mila euro al mese, le piazze di spaccio del rione Traiano, nell’area occidentale di Napoli, in cui all’alba i carabinieri, coordinati dalla Direzione distrettuale Antimafia, hanno eseguito 31 misure cautelari, nei confronti di altrettanti affiliati ai clan Petrone-Puccinelli, alcuni anni fa (nel 2017) già oggetto di una analoga operazione. Sequestrati anche 55mila euro in contanti, un Rolex da 11mila euro e anche una collana di diamanti.
Il blitz è stato oggetto di una conferenza stampa in Procura, a Napoli. Presenti il procuratore Nicola Gratteri, il procuratore aggiunto Sergio Amato, il generale Biagio Storniolo, e i vertici del carabinieri di Bagnoli. La tecnica di spaccio era quella del ‘just in time’, ha spiegato il generale Storniolo. «La droga era custodita altrove ed era trasferita solo poco prima della cessione”. Le cantine delle palazzine di edilizia popolare sono state letteralmente sequestrate ai legittimi proprietario per realizzare i cosiddetti “bunker” monitorati da sofisticati sistemi di videosorveglianza, dove oltre alla vendita era concesso anche il consumo.
BLITZ ANTICAMORRA A NAPOLI, LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA
La struttura era particolarmente sofisticata: ciascuna piazza di spaccio – in funzione h24 – era affidata a una famiglia. C’erano le vedette (mai impiegate sempre negli stessi punti di vendita) e ai pusher (impiegati in turni di otto ore) era concesso anche lo straordinario. “Penetrare quel sistema non è stato facile”, ha detto il tenente colonnello Giuseppe Musto, comandante del Gruppo Napoli.
Stamattina, nel blitz, sono stati impiegnati i “cacciatori”, il nucleo cinofili e anche gli elicotteri. Altra particolarità emersa dalle indagini è la formazione: i pusher anziani insegnavano alle nuove leve come tagliare la droga, per esempio, per avere guadagni più consistenti. C’erano anche coloro che si occupavano del controllo dei sistemi di videosorveglianza: il loro compito era tenere sotto controllo le aree di spaccio e individuare e segnalare le forze dell’ordine.
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