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Sandro Mazzola, storica bandiera dell'Inter e della Nazionale

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È morto a Milano, all’età di 83 anni, Sandro Mazzola, bandiera della Grande Inter di Helenio Herrera e della Nazionale


ROMA – Calcio italiano in lutto: è morto a Milano, all’età di 83 anni, Sandro Mazzola, bandiera della Grande Inter di Helenio Herrera e della Nazionale, con cui è stato campione d’Europa nel 1968 e vice-campione del mondo nel 1970.

Considerato uno dei migliori calciatori italiani della storia, Mazzola, centrocampista di ruolo e figlio di Valentino, morto con il grande Torino nella tragedia di Superga, è stato inserito per nove volte tra i candidati alla vittoria del Pallone d’oro, arrivando a ricoprire nel 1971 la seconda posizione, subito dietro a Johan Cruijff. A livello individuale si laureò miglior marcatore nella Coppa dei Campioni 1963-1964 e nel campionato italiano nel 1965. Nel 2014 è entrato nella Hall of fame del calcio italiano e nel 2022 in quella dell’Inter.

CHI ERA SANDRO MAZZOLA

Mazzola, nato a Torino l’8 novembre 1942, ha legato il proprio nome proprio al club nerazzurro, per cui ha giocato dal 1961 al 1977 ben 570 partite, segnando 162 reti e vincendo 4 campionati nazionali, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali, capitano per 7 stagioni (dal 1970 al 1977) succedendo a Mario Corso. Con la Nazionale, dal 1963 al 1974, ha disputato il vittorioso campionato d’Europa 1968, primo successo dell’Italia nella competizione. Ha partecipato a tre edizioni dei Mondiali (Inghilterra 1966, Messico 1970 e Germania Ovest 1974).

Celebre fu la rivalità con Gianni Rivera, giocatore simbolo del Milan e suo antagonista per un posto da titolare in azzurro, sebbene tra i due ci sia sempre stato un rapporto di stima reciproca.

Terminata la carriera agonistica, Mazzola ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali nel club nerazzurro, ultimo dei quali direttore sportivo dal 1995 al 1999. E’ stato dirigente anche nel Genoa e nel Torino ed ha anche svolto il ruolo di commentatore tecnico e opinionista per Rai Sport, comparendo in varie trasmissioni.

MORTO SANDRO MAZZOLA, MELONI: «PERDIAMO UN GRANDE CAMPIONE»

«Con la scomparsa di Sandro Mazzola, perdiamo un grande campione e una delle figure più amate nella storia del calcio italiano. Leggenda dell’Inter e degli Azzurri campioni d’Europa nel 1968, ha fatto gioire e appassionare generazioni di italiani, lasciando un segno indelebile nella nostra Nazione. La sua eredità sportiva si aggiunge a quella del padre Valentino, capitano del Grande Torino e scomparso nella tragedia di Superga. Alla sua famiglia, a tutti i suoi affetti e ai tifosi, le mie più sentite condoglianze». È quanto scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui suoi social.

MORTO SANDRO MAZZOLA, IL COMMIATO DELL’INTER

«FC Internazionale Milano, il suo presidente Giuseppe Marotta, il Vice President Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra e del calcio mondiale e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari». Con queste parole il club nerazzurro ha annunciato la scomparsa a 83 anni del suo leggendario ex capitano dei tempi di Helenio Herrera.

“È stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra. Lui è stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito. Sulle spalle un fardello pesante, il ricordo di un papà che pareva invincibile. Nel destino, due leggendari nerazzurri che di fatto lo cresceranno, accompagnandolo nel percorso della storia” ha aggiunto il club ricordando il papà Valentino, perso nella strage di Superga, quella del Grande Torino quando sandro aveva sei anni, e Giuseppe Meazza che lo crebbe tecnicamente insieme a Benito Lorenzi.

IL RICORDO DI JAVIER ZANETTI

 Javier Zanetti, ex capitano dell’Inter, ha dedicato un pensiero attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Instagram, a Sandro Mazzola, bandiera del club nerazzurro per il suo lunghissimo trascorso da calciatore prima e da dirigente poi, scomparso oggi all’età di 83 anni.

“Sei stato e resterai per sempre una leggenda. Un signore, un riferimento, un fuoriclasse in campo e nella vita. Un simbolo dell’Inter e del calcio italiano nel mondo, da generazioni e per sempre. Ti devo tanto, Sandro. Sei stato tra le figure più importanti per me, quando da ragazzino in Argentina sognavo l’Inter: sei stato tra chi mi ha portato a Milano, un regalo di cui non smetterò mai di esserti grato. Riposa in pace, Sandro”.

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