INDICE DEI CONTENUTI
- 1 LA CALABRIA PERDE ANCORA ABITANTI, MENO 7MILA NEL 2025
- 2 CRISI DEMOGRAFICA, LA CALABRIA TRA LE PEGGIORI
- 3 IL DECLINO NON RISPARMIA NESSUNA PROVINCIA
- 4 NEL COMPUTO DEI MENO 7MILA ABITANTI, DIVERSI I FATTORI
- 5 CALABRIA, UNA REGIONE IN DIFFICOLTÀ
- 6 IL RISCHIO DI UN PROGRESSIVO SVUOTAMENTO SOCIALE ED ECONOMICO
Secondo l’Osservatorio Regionale Demografico, la Calabria continua a perdere popolazione: -7mila residenti nel 2025, tra calo delle nascite e migrazioni interne. Cosenza registra i numeri peggiori
Anche il 2025 si chiude con un segno negativo per la popolazione calabrese, confermando una tendenza ormai consolidata e sempre più preoccupante. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio Regionale Demografico, attraverso le parole di Giovanni Durante, che parla apertamente di una «emorragia umana» diventata strutturale.
LA CALABRIA PERDE ANCORA ABITANTI, MENO 7MILA NEL 2025
I numeri, infatti, raccontano una realtà difficile: la popolazione della Calabria è passata in un solo anno da 1.834.646 a 1.827.571 abitanti, con una perdita netta di oltre 7mila residenti. Un calo che sarebbe stato ancora più marcato senza il contributo positivo del saldo migratorio dall’estero, che registra un incremento di 8.295 unità.
CRISI DEMOGRAFICA, LA CALABRIA TRA LE PEGGIORI
Nel confronto con le altre regioni italiane, la Calabria si colloca tra le peggiori per andamento demografico. Con una contrazione dello 0,38%, è quarta per calo della popolazione, preceduta da Basilicata (-0,89%), Molise (-0,65%) e Sardegna (-0,50%). Un dato comunque più negativo rispetto a regioni come Puglia, Sicilia, Campania, Abruzzo, Marche e Umbria.
A pesare sul bilancio demografico è una duplice dinamica negativa. Da un lato, il saldo naturale continua a essere fortemente in rosso: nel 2025 si registrano 11.872 nascite a fronte di 20.276 decessi, con un calo della natalità di 807 unità rispetto all’anno precedente.
IL DECLINO NON RISPARMIA NESSUNA PROVINCIA
Dall’altro lato, anche il saldo migratorio interno resta negativo. A fronte di 30.948 ingressi da altri comuni italiani, ben 37.914 persone hanno lasciato la Calabria, determinando una perdita di 6.966 residenti. Un dato stabile rispetto al 2024, ma comunque tra i peggiori a livello nazionale: secondo solo alla Basilicata e superiore a quello di Molise, Sicilia e Puglia.
Il declino demografico non risparmia nessun territorio. Tutte le province calabresi registrano una diminuzione della popolazione: Cosenza: -2.401 abitanti; Reggio Calabria: -2.366; Catanzaro: -1.581; Vibo Valentia: -588; Crotone: -133.
NEL COMPUTO DEI MENO 7MILA ABITANTI, DIVERSI I FATTORI
Un quadro diffuso che evidenzia come il fenomeno non sia circoscritto a singole aree, ma rappresenti una criticità strutturale dell’intera regione.
Secondo l’Osservatorio, la crisi demografica è strettamente legata alle difficoltà economiche e sociali del territorio. La frammentazione territoriale, la carenza di opportunità lavorative e il crescente costo della vita – dal caro carburante all’aumento dei prezzi dei beni di consumo – rischiano di aggravare ulteriormente la situazione nei prossimi mesi.
CALABRIA, UNA REGIONE IN DIFFICOLTÀ
«Serve una risposta sistemica», sottolinea Durante, che invita a un’azione coordinata tra istituzioni regionali, attori economici e governo nazionale per invertire una tendenza che, se non affrontata, potrebbe compromettere il futuro della Calabria.
La fotografia scattata dal bilancio demografico 2025 restituisce dunque l’immagine di una regione in difficoltà, dove il calo della popolazione non è più un fenomeno contingente ma un processo strutturale.
IL RISCHIO DI UN PROGRESSIVO SVUOTAMENTO SOCIALE ED ECONOMICO
Senza interventi mirati su lavoro, servizi e attrattività del territorio, il rischio è quello di un progressivo svuotamento sociale ed economico, con conseguenze dirette su crescita, sviluppo e coesione. La sfida, oggi più che mai, è invertire la rotta prima che il declino diventi irreversibile.
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