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«Piuttosto che un partito alle prese con delle consultazioni per eleggere segretario e organismi direttivi, il Pd calabrese si rivela sempre più come un campo di Agramante dove la litigiosità è l’elemento dominante e che maggiormente risalta al suo esterno». Lo afferma, in una nota, il sottosegretario regionale Vincenzo Falcone, responsabile degli Affari della Presidenza, docente di politica economica dell’Unione europea all’Università Magna Grecia di Catanzaro, annunciando la propria decisione di autosospendersi dal partito.
Falcone, nella nota, esprime «amarezza e disappunto sul modo in cui si è svolto l’intero percorso all’interno del partito. Là dove sono prevalsi interessi e calcoli di correnti e sottocorrenti e dove le polemiche di piccolo cabotaggio hanno fatto agio sui problemi reali che a tutt’oggi affliggono questa regione». «Ho preso la decisione di autosospendermi dal partito – dice ancora Falcone – nella speranza, o nell’illusione, di riuscire con questo a lanciare un segnale di allarme circa il malcontento che serpeggia sia negli iscritti che negli elettori per l’esempio tutt’altro che edificante fin qui offerto dalla cosiddetta classe dirigente del Pd, l’un contro l’altro armato».
In un comunicato si riferisce, inoltre, che «a convincere sempre più Vincenzo Falcone alla determinazione di prendere in modo tranchant le distanze dal partito, al quale finora è stato iscritto, è quanto è venuto emergendo dai dodicimila contatti in un solo mese di attività al sito web ‘Calabria Agora» che ha promosso insieme con altri 200 sostenitori».
«La stragrande maggioranza delle indicazioni che ci arrivano dalla rete telematica – afferma Falcone – vanno tutte in una precisa direzione, che è quella che vuole la società civile un soggetto protagonista e che incida sul futuro di questa regione e non più disposta a rilasciare deleghe in bianco a chicchessia». «Posizione, questa – prosegue il comunicato – in piena sintonia con il documento costitutivo che campeggia nella home page del portale ‘Una maratona per la Calabrià nel quale si esprime la volontà di costruire ‘una nuova Calabria, sana, migliore protagonista e competitiva» e che costituisce il ‘Preambolò del ‘Programma dei Calabresì che verrà presentato pubblicamente alla fine di quest’anno».

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