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Truffa all’UE, cinque imprenditori della Piana di Gioia Tauro finiscono in manette, le accuse puntano sull’emissione di fatture false


Operazione in varie regioni d’Italia dei militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro. Colpita un’organizzazione criminale operante in Calabria e responsabile di aver frodato l’Unione Europea attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture false.
I militari hanno arrestato cinque imprenditori della piana di Gioia Tauro, che sono stati posti tutti ai domiciliari. Si tratta di Vincenzo Oliveri, di 56 anni, di Gioia Tauro e di una seconda persona di 45 anni. Vincenzo Borgia (59), di Villa San Giovanni (Reggio Calabria); Salvatore Erminio Surdo (62), di Gioia Tauro, e Giuseppe Surdo (29), anch’egli residente a Giulianova. I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa per il conseguimento indebito di ingenti contributi pubblici, al riciclaggio, alla frode fiscale.

Il patrimonio sequestrato comprende 14 aziende del settore della trasformazione olivicola. Per sette delle aziende il sequestro del patrimonio è totale, mentre per le altre sette è parziale. Oltre alla Calabria, sequestri eseguiti anche in Abruzzo, Sicilia e Toscana. L’inchiesta condotta dalla Procura di Palmi, che ha chiesto e ottenuto dal gip le ordinanze di custodia cautelare, ha portato anche al sequestro dei beni. Le persone indagate nell’inchiesta sono, complessivamente, venti.

L’operazione, denominata in codice «Aristeo», ha visto impiegati oltre 200 finanzieri tra le province di Catanzaro, Reggio Calabria, Teramo, Pescara, Catania, Lucca e Roma. I militari hanno dato esecuzione anche ad un decreto di sequestro preventivo di opifici industriali, strutture turistico-alberghiere, immobili e quote societarie. Svolte anche perquisizioni, sequestri di documentazione e notifiche di informazioni di garanzia.

Si tratta – secondo gli inquirenti – della più importante operazione finora svolta in Italia nel settore delle frodi ai danni dello Stato e dell’Unione Europea. Gli inquirenti serebbero riusciti ad individuare e neutralizzare una pericolosa consorteria criminale. Attività ideata e promossa da diversi imprenditori originari o residenti nella piana di Gioia Tauro. Questi, nel corso degli anni, pur avendo «collezionato» su tutto il territorio nazionale numerose segnalazioni all’autorità giudiziaria da parte di diverse forze di polizia, continuavano a perpetrare rilevanti delitti di natura patrimoniale e fiscale.

L’indagine è partita nell’ottobre 2007 grazie ad una attività di intelligence della sezione frodi comunitarie del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro volta a verificare la legittima percezione di milionari contributi pubblici per la realizzazione di specifici programmi di investimento in Calabria.

Le indagini sono coordinate dal procuratore della repubblica presso il tribunale di Palmi, Giuseppe Creazzo e dal sostituto procuratore Stefano Musolino. Investigazioni estese nei confronti di ulteriori soggetti economici direttamente riconducibili all’organizzazione che, nel corso degli anni, avrebbe creato un vero e proprio «impero economico» attraverso l’avvio e la gestione di numerose attività in Calabria, in Abruzzo, in Puglia ed in Sicilia – grazie alla concessione di ingenti contributi pubblici in base alla legge 488/92, pari complessivamente a 85 milioni 851.852,33 euro.

I principali strumenti illeciti utilizzati saebbero stati o stati la sovrafatturazione dei costi ed il fittizio apporto di «mezzi propri» da parte dei soci. Lo sviluppo degli accertamenti avrebbe consentito di fare emergere l’esistenza di una vera e propria consorteria criminale. Gruppo particolarmente specializzato nell’organizzare truffe finalizzate all’indebito conseguimento di pubbliche contribuzioni. Attraverso un collaudato sistema basato su soggetti economici creati ad hoc avrebbe trovato realizzazione il disegno fraudolento finalizzato all’indebita percezione di cospicue risorse pubbliche grazie alla legge 488/92.

Ulteriori accertamenti sono stati asvolti nei confronti della «Olearia Jonica s.r.l.», della «Abruzzo impianti s.r.l.» e della «Oliveri Vincenzo s.r.l.», società beneficiarie di contributi pubblici destinati alla realizzazione di singoli programmi di investimento a Caltagirone (Ct), Mosciano Sant’Angelo (Te) ed Borgia (Cz). Gli accertamenti eseguiti avrebbero permesso di riscontrare come l’organizzazione criminale individuata abbia posto in essere articolate transazioni finanziarie sia in Italia che all’estero, attraverso diversi soggetti economici e persone fisiche compiacenti.

L’esito delle indagini – tutt’ora in fase di svolgimento con riguardo alle ulteriori società riconducibili al «gruppo Oliveri» beneficiarie di contributi pubblici – ha permesso sinora di segnalare alla magistratura 19 persone fisiche e 7 soggetti giuridici, nonchè di accertare oltre all’indebito beneficio di pubbliche provvidenze, l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 35 milioni di euro.

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