Il novellame di sardine sequestrato a Metaponto il 5 febbraio del 2025 dai carabinieri forestali
3 minuti per la letturaBASILICATA al tredicesimo posto, ovvero alla quart’ultima posizione, nella classifica del mare violato in Italia nel 2025. A certificarlo è il rapporto «Ecomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia» di Legambiente. E’ frutto dell’elaborazione dei reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto nel 2025.
Se si analizzano i dati mettendoli in relazione ai chilometri di costa e includendo anche gli illeciti amministrativi, la classifica cambia significativamente. La Basilicata, invece, si conferma al primo posto con 23,6 illeciti per chilometro, seguita da Emilia-Romagna (19,9), Campania (18,6) e Liguria (15,1). Un indicatore che evidenzia come, al di là dei valori assoluti, la pressione illegale resti particolarmente elevata in specifici contesti territoriali.
La Basilicata è poi undicesima nella classifica del mare violato in Italia nel ciclo del cemento nelle regioni costiere nel 2025. Ed è ultima nella classifica della pesca illegale in Italia nelle regioni costiere nel 2025. Zero sono i chilogrammi di prodotti ittici sequestrati.
Da questo punto di vista la regione lucana è un esempio da seguire nella nostra nazione. Nel 2025 sono stati accertati 14 reati reati e illeciti amministrativi in 62.2 chilometri di costa. In Basilicata il caso più eclatante è avvenuto sulla costa jonica. Il 5 febbraio del 2025, nella zona di Metaponto, in comune di Bernalda, nel Materano, i carabinieri Forestali di Scanzano Jonico, con il supporto del Nucleo Tutela Biodiversità di Metaponto e del Reparto navale della Guardia di Finanza, hanno interrotto un’operazione di pesca illegale rivolta al novellame di sardine (Sardina pilchardus).
La rete da circuizione utilizzata, particolarmente efficace nella cattura delle forme giovanili, è stata individuata in un’area ad alto rischio. Qui il prelievo di sardine appena nate compromette gravemente la capacità riproduttiva delle popolazioni. I 50 chilogrammi di novellame recuperati raccontano la fragilità di un mercato che insegue guadagni immediati. Ma senza considerare il costo ecologico della perdita di intere generazioni di sardine, con il rischio concreto di destabilizzare gli ecosistemi marini locali. La rete è stata sequestrata e sono state applicate sanzioni amministrative e penali.
LE VIOLAZIONI AL CODICE DELLA NAVIGAZIONE E I REATI AMBIENTALI
Ma non finisce qui. Nel 2025 la Basilicata è ultima in Italia anche nella classifica delle violazioni del codice della navigazione e nautica da diporto, anche in aree protette. Sta di fatto che in Italia nel 2025 calano, dopo due anni di crescita, i reati ambientali, ma le ecomafie continuano a lasciare il segno sull’ambiente e a incrementare il loro business. Nel 2025 nella Penisola scendono a 35.735 i reati ambientali accertati, –12% rispetto al 2024, a fronte dei 1.460.611 controlli effettuati (+0,4%). Parliamo di una media di 98 reati al giorno, 4,1 ogni ora con un ritorno ai livelli del 2023. Al calo dei reati ambientali, su cui non bisogna abbassare la guardia, si affianca però l’aumento degli illeciti amministrativi che raggiungono quota 77.895, con un +11,4% rispetto al 2024. Sommati ai 35.735 reati ambientali si arriva ad un totale di 113.630 violazioni (alla media di 311 al giorno, 13 ogni ora).
I REATI CONTRO L’AMBIENTE
A questi due segnali, si aggiunge il primato dei reati nella gestione illecita dei rifiuti, su cui le ecomafie puntano nel 2025 mani e interessi. Sono 10.914 gli illeciti (una media di quasi 30 al giorno) accertati in questa filiera che torna a guidare nel 2025 la classifica dei reati più commessi, non accadeva dal 2018. In forte crescita anche gli incendi agli impianti di gestione (76 nel 2025, +24,7%). Al secondo posto i reati nel ciclo cemento (abusivismo edilizio, violazioni penali in materia di urbanistica, cave illegali, tutela del paesaggio e appalti pubblici) con 8.034 illeciti (-41% rispetto al 2024, con una flessione dovuta anche alla forte contrazione del mercato dell’edilizia) e quelli contro gli animali che confermano il terzo posto (dal bracconaggio alla pesca illegale, dai traffici di specie protette a quelli di animali da affezione fino agli allevamenti) con 6.930 reati accertati (-4%). In crescita nel 2025 i reati degli incendi boschivi e di vegetazione (3.586, +10,7%), con oltre 90mila ettari andati in fumo.
Diminuiscono i reati contro il patrimonio culturale (2.276 quelli accertati, -23%), una flessione che si ripercuote anche sui controlli (-8,5%) ma crescono in maniera esponenziale gli arresti per i traffici di opere d’arte e reperti archeologici (34 nel 2025 contro i 2 registrati nel 2024). In aumento l’illegalità nella filiera agroalimentare: 67.677 i reati e gli illeciti amministrativi (+46% rispetto al 2024), con una crescita del 109,1% del valore economico di sequestri e sanzioni, per 968 milioni.
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