X
<
>

2 minuti per la lettura

Potenza, sospesa l’ex tesoriera del Cral. Sospetta truffa e appropriazione indebita, scatta la misura per dodici mesi. Il Gip ha disposto un sequestro preventivo di beni per oltre 331 mila euro.


Appropriazione indebita e truffa. Queste le ipotesi di reato che hanno portato il Giudice per le Indagini Preliminari di Potenza a disporre la sospensione dal servizio per 12 mesi di una dipendente del Cral dell’Università della Basilicata, sospettata di aver sottratto oltre 42 mila euro da lconto dell’Associazione e di aver raggirato una società di telefonia con l’acquisto di un certo quantitativo di telefoni cellulari (248 in tutto) a prezzi agevolati, i quali sarebbero stati poi rivenduti a terzi anziché destinati ai soci del Cral come avrebbe prospettato alla suddetta società, per un danno stimato di circa 289 mila euro. Per la donna è inoltre scattato il sequestro preventivo di beni per oltre 331 mila euro.

A renderlo noto, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, che ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali nell’ambito di un’indagine delegata alla Guardia di Finanza nei confronti della dipendente dell’ateneo lucano. Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna avrebbe condotto la truffa ai danni di una nota società paventando l’acquisto dei cellulari come uno stock destinato ai dipendenti del Cral. L’importo complessivo del sequestro (pari esattamente a 331.303,94 euro) rappresenta la sommatoria dei valori contestati, con riferimento ai reati ipotizzati di appropriazione indebita e truffa. Fermo restando che, come precisato dalla Procura, il procedimento resta per ora nella fase delle indagini preliminari e, contestualmente, permane la presunzione di innocenza dell’indagata.

LE INDAGINI SUI MOVIMENTI DI DENARO DELL’EX TESORIERA CRAL E LE ORIGINI DELL’INCHIESTA

La persona oggetto dell’indagine sarebbe l’ex tesoriera pro tempore del Cral dell’Unibas, ovvero il circolo ricreativo aziendale dei lavoratori. Gli inquirenti avrebbero condotto il proprio lavoro in primis sui movimenti del denaro attraverso conti correnti e documentazione nutrita, al fine di ricostruire il meccanismo della presunta frode, la quale avrebbe portato in primo luogo alla prima ipotesi di reato, ovvero l’appropriazione indebita dal conto corrente dell’associazione. Tuttavia, alcuni elementi affine all’indagine che ha portato alle misure cautelative sarebbero emersi già un paio d’anni fa, ovvero nel 2024, quando vi fu una denuncia interna relativa ai telefoni bloccati dal gestore e alla gestione dei bilanci e dei conti correnti. L’indagata, tesoriera all’epoca dei presunti fatti, non ricopre più il ruolo in questione da qualche tempo. Resta, in ogni caso, la sospensione di 12 mesi prevista dalle misure cautelative del Gip.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA