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Esplode la rabbia dei residenti per lo stato di insicurezza nel quartiere San Michele a Potenza: perpetrate risse, molestie, spaccio. L’appello alle istituzioni


Il centro storico cala la sera e cambia volto, trasformandosi in una terra di nessuno. L’ennesima violenta rissa consumatasi nel cuore del quartiere San Michele, sotto gli occhi terrorizzati di famiglie e bambini, ha fatto traboccare un vaso già colmo da mesi. La percezione di insicurezza si è ormai trasformata in esasperazione, spingendo i residenti sul piede di guerra e costringendo la politica locale a chiedere interventi drastici e non più rimpiazzabili alle massime autorità cittadine.
A farsi portavoce di questo grido d’aiuto è il consigliere comunale Alfonso Nardella, che in una durissima nota raccoglie le testimonianze di una comunità che non esita più a definire il proprio quartiere un vero e proprio “ghetto serale”.

L’ABBANDONO DEL QUARTIERE

La rabbia, che da tempo corre veloce sulle piattaforme social, delinea un quadro di totale abbandono: spaccio, abuso di alcol, molestie e sguardi intimidatori dominano la movida oltre l’orario consentito. A guidare la protesta sono soprattutto i genitori, spaventati per l’incolumità dei propri figli.
«Da adulto sono costretto a far finta di non vedere e sentire per evitare ritorsioni», scrive un padre sui social, denunciando le continue molestie subite dalla figlia quattordicenne e dal suo gruppo di amici. Ma il problema sembra aver superato i confini della notte. Stando alle segnalazioni, persino i bambini del centro estivo dell’oratorio sarebbero stati infastiditi durante il giorno, “colpevoli” solo di aver trattenuto troppo lo sguardo verso soggetti che agiscono indisturbati nella zona. La quotidianità tra le vie del centro è descritta come un costante “terno al lotto” tra insulti gratuiti e monopattini che sfrecciano a tutta velocità tra i pedoni.

L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI: “SERVE PREVENZIONE, NON INTERVENTI TARDIVI”

La domanda che risuona unanime tra i vicoli di San Michele è una sola: cosa stanno aspettando le istituzioni? I residenti chiedono a gran voce che non si rimandi la soluzione a data da destinarsi. L’attuale modalità di intervento non basta più: «Quando si chiamano le forze dell’ordine il danno è ormai fatto. Volete davvero aspettare il ferito o il morto?».
Di fronte a una situazione ritenuta strutturale, la cittadinanza invoca soluzioni straordinarie, arrivando a chiedere apertamente l’ausilio dell’esercito per presidiare le strade.
L’appello formale è indirizzato direttamente al Sindaco e al Prefetto. La richiesta è chiara, immediata e senza sconti: un piano straordinario di legalità, l’istituzione di un pattugliamento fisso e un’intensificazione capillare dei controlli nelle aree calde della movida. I residenti del centro storico chiedono solo una cosa: poter tornare a vivere e passeggiare nella propria città senza avere paura.

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