I soccorsi sul luogo della tragedia
3 minuti per la letturaA Brindisi Montagna (Potenza) proclamato il lutto cittadino per la morte di Michele Rago, l’operaio morto sul lavoro in un parco eolico. Prosegue il cordoglio del mondo sindacale e politico
BRINDISI MONTAGNA (POTENZA) – Il sindaco di Brindisi Montagna, Gerardo Larocca, ha annunciato che sarà proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali di Michele Rago. Il 25enne è morto in un incidente sul lavoro avvenuto nel parco eolico “Aria del Vento”, nel territorio di Mongrassano, in provincia di Cosenza. (LEGGI LA NOTIZIA). Nella stessa società lavorano una decina di concittadini del ragazzo.
Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava eseguendo un intervento di manutenzione a un’altezza di circa 60-70 metri. Per cause ancora in corso di accertamento, sarebbe rimasto incastrato negli ingranaggi della turbina eolica. Gli investigatori stanno verificando l’esatta dinamica dell’incidente e il rispetto delle procedure di sicurezza previste per questo tipo di attività. Per recuperare il corpo è stato necessario l’intervento di una squadra specializzata dei Vigili del Fuoco. Mentre le indagini sulla dinamica che ha portato alla morte sono affidate ai Carabinieri e coordinate dalla Procura di Cosenza.
“Ho chiamato il sindaco di Brindisi di Montagna, Gerardo Larocca, per esprimere, attraverso lui, la mia più sincera vicinanza alla famiglia di Michele Rago, il giovane operaio rimasto vittima di un tragico incidente sul lavoro in Calabria, alla comunità e a tutti coloro che lo conoscevano”.
A sostenerlo è Piero Lacorazza, capogruppo del Pd in Consiglio regionale. “È una notizia che colpisce e addolora profondamente – ha sottolineato – Perdere la vita mentre si lavora è una tragedia che lascia senza parole, ancora di più quando a spezzarsi è l’esistenza di un ragazzo nel pieno della sua gioventù. Alla sua famiglia, agli amici e all’intera comunità di Brindisi di Montagna rivolgo il mio pensiero, la mia vicinanza e la mia solidarietà”.
Sulla tragica morte del ragazzo lucano è intervenuto anche il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito. “Piangiamo l’ennesima vittima lucana sul lavoro. In attesa che la magistratura faccia chiarezza sull’accaduto, l’ennesimo terribile incidente sul lavoro obbliga a una riflessione e a una presa di responsabilità collettiva affinché la sicurezza nei luoghi di lavoro torni ad essere la priorità per chi ci governa – si legge in una nota stampa – È inaccettabile che un giovane esca per lavorare e non faccia più ritorno a casa. Ci stringiamo alla famiglia dell’operaio coinvolto e torniamo a chiedere con forza interventi urgenti per arginare questa piaga sociale”.
“La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro – prosegue Esposito – devono essere messi al centro delle azioni di questo governo e delle imprese. Serve un nuovo modello di impresa sostenibile, da un punto di vista ambientale e sociale. La sicurezza e la salute non possono essere considerati dei costi. Occorrono più controlli, più prevenzione, regole più precise e maggiore responsabilità d’impresa. Per questo diciamo basta ai subappalti a cascata che deresponsabilizzano i datori di lavoro a partire dalla sicurezza, scaricando tutti i rischi sui lavoratori. È urgente eliminare la norma che consente il sub appalto a cascata, ripristinare la parità di trattamento economico lungo la filiera degli appalti, rafforzare i controlli ispettivi, favorire un piano di assunzione negli enti preposti ai controlli e una patente a punti che faccia la selezione e qualifichi le aziende virtuose da quelle che non rispettano le misure di sicurezza”.
Sdegno e rabbia anche da parte della Fim Cisl. “La morte di Michele si somma ai 11 morti sul lavoro da inizio anno nella Regione, oltre agli infortuni di varia natura: una situazione inaccettabile per un Paese civile – ha tenuto a sottolineare – come abbiamo sollecitato in più occasioni, servono più ispettori del lavoro e più controlli. Gli impianti eolici, che stanno spuntando come funghi nella provincia di Cosenza, necessitano di un monitoraggio serrato da parte degli enti preposti, viste le aree grigie degli appalti e dei subappalti. La vita umana non può essere merce di scambio al massimo ribasso nelle gare d’appalto”.
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