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Mazzette e caporalato nei lavori Tav Napoli-Bari: coinvolti cinque lucani. Soldi nei panettoni. Vacanze, auto di lusso e orologi tra le tangenti.


Tra calcestruzzo di scarsa qualità e mazzette nascoste nei panettoni: la corruzione si consuma anche l’orologio di lusso, la vacanza in montagna, e la corsa in Porsche.  Cinque lucani coinvolti nell’indagine. La Guardia di Finanza di Napoli ha notificato 20 misure cautelari personali nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali nell’ambito delle indagini sui lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari, cantiere finanziato anche con il Pnrr.

Corruzione, caporalato ed emissione di fatture per operazioni inesistenti i reati contestati dalla Procura di Napoli guidata dal procuratore Nicola Gratteri. Su richiesta del pm Henry John Woodcock, ex magistrato dalla procura di Potenza, il gip ha disposto anche il sequestro preventivo del profitto dei reati di corruzione. “I subappalti sono l’anello debole della catena, le mafie, i faccendieri, gli ingordi sono lì dove si gestisce denaro e potere” ha sottolineato Gratteri.

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I PROVVEDIMENTO CAUTELARI

Complessivamente notificati 10 arresti domiciliari, 7 obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria, in due casi accompagnati dalla sospensione dall’esercizio del pubblico servizio, e tre sospensioni. Questi i lucani coinvolti. Ai domiciliari è finito Alessandro Stabile, originario di Melfi e residente a Velletri, direttore di cantiere Webuild/Hirpinia AV-Basilicata.

L’obbligo di dimora è stato disposto per il potentino Antonio Donadio, nato a Chiaromonte e residente a Senise, procurement manager (responsabile degli acquisti) della Webuild/Hirpinia AV; Piero Centonze, nato a Tricarico e residente a Milano, dipendente Nacav (acronimo di Napoli Cancello Alta Velocità S.C. a r.l., un consorzio di imprese impegnato nella costruzione della tratta Napoli-Cancello, parte integrante della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità (AV/AC) Napoli-Bari) e Marco Miraglia, nato a Matera e residente a Parma, responsabile degli acquisti della “Pizzarotti &company”. Sospeso per un anno Francesco Cosentino, nato a Maratea e residente a Lauria, dipendente Hirpinia AV.

IL SISTEMA CORRUTTIVO E I COINVOLTI LUCANI NELLE MAZZETTA NEI LAVORI TAV NAPOLI -BARI

Il gip Federica Girardi descrive i rapporti tra presunti corrotti e corruttori come ‘sistematicamente connotati dallo scambio di favori reciproci’ fino, in alcuni casi, a un vero e proprio ‘asservimento delle proprie funzioni agli interessi’ dell’impresa favorita. ‘Disumane’ le condizioni in cui erano costretti a vivere degli operai egiziani, reclutati da un loro connazionale che è finito ai domiciliari. Al centro dell’indagine, in particolare, i lavori connessi alle tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano.

Secondo la ricostruzione dei finanzieri e della Procura partenopea, accolta dal giudice, sarebbe emerso un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che, in ragione delle responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate, avrebbero agevolato determinate imprese nell’ottenimento delle commesse, nell’esecuzione e contabilizzazione dei lavori, nonché nei controlli e nei pagamenti. In cambio dei favori accordati sarebbero stati corrisposti denaro e altre utilità. Tra cui somme in contanti, anche occultate in confezioni e box natalizi, orologi di pregio, telefoni cellulari, soggiorni, vacanze e altri beni e servizi.

TANGENTI NEI PANETTONI E REGALIE DI LUSSO

Denaro contante nascosto nei panettoni e tra i biscotti dei box natalizi, ma anche vacanze, auto di lusso e orologi. Sono alcune delle tangenti che, secondo l’accusa, gli imprenditori avrebbero corrisposto a pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio in cambio di favori nelle commesse per i lavori della linea ferroviaria Napoli-Bari. Durante un servizio di osservazione in occasione delle festività natalizie, i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli trovarono in due box 10mila e 4mila euro in contanti. Erano nascosti tra panettoni e biscotti e destinati a soggetti coinvolti nella gestione delle commesse. Tra le altre tangenti contestate figura un bonifico di 18.300 euro. Utilizzato in parte per il pagamento di un appartamento a Roccaraso, sarebbe stato corrisposto in cambio di un trattamento preferenziale nei pagamenti.

TRA I BENEFIT ANCHE UNA PORSCHE MACAN

In un altro episodio furono trovati 5mila euro in contanti nella disponibilità di uno dei soggetti coinvolti. Denaro sarebbe occultato anche in plichi consegnati con confezioni di prodotti caseari: su uno era stata apposta, per dissimularne il contenuto, la dicitura “Durc-regolarità contributiva”. Tra le altre utilità figurano una Porsche Macan per una vacanza, un trattore tagliaerba da 3.722 euro, l’assunzione di un familiare, soggiorni, un iPhone, cuffie Bluetooth e un’imbarcazione con skipper. Tra le regalie natalizie anche orologi di pregio, cinque dei quali per un valore complessivo di 19.900 euro. Un altro filone riguarda la qualità del calcestruzzo impiegato nelle opere. I carotaggi effettuati su opere non ancora ultimate avrebbero evidenziato, in alcuni casi, valori di resistenza inferiori a quelli previsti dal progetto. In un’occasione furono rilevati valori di 30, 29 e 32 N/mm², che portarono al blocco dei lavori.

LAVORI TAV NAPOLI -BARI: CALCESTRUZZO SCADENTE, FATTURE FALSE E CAPORALATO

Tra le possibili cause indicate negli accertamenti figurano l’aggiunta di acqua, l’errato dosaggio degli additivi e anomalie nella preparazione e nel trasporto del calcestruzzo. Secondo gli inquirenti sarebbe stato usato per una tratta calcestruzzo di scarsa qualità, circostanza definita di straordinaria gravità dal gip. Le indagini hanno riguardato anche la gestione dei materiali di scavo. Sarebbero stati smaltiti come rifiuti non pericolosi materiali nei quali erano presenti tracce di amianto. Sarebbe stato infine ricostruito un sistema di fatture per operazioni inesistenti utilizzato per creare disponibilità di denaro contante, parte del quale sarebbe poi confluito anche nelle dazioni corruttive. Un ulteriore filone investigativo ha riguardato l’impiego irregolare e lo sfruttamento di lavoratori extracomunitari.

In particolare, nel cantiere di Grottaminarda sarebbe stata documentata la presenza di 34 lavoratori egiziani sottoposti a condizioni lavorative particolarmente gravose, con turni di 10, 12, 14, 16 e fino a 20 ore e, in alcuni casi, appena tre o quattro ore di riposo. Contestate anche retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali e violazioni delle disposizioni in materia di igiene e sicurezza. Sarebbero inoltre emerse irregolarità nei permessi di soggiorno e nella documentazione relativa alla formazione sulla sicurezza.

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