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Caso Miccolis, i dati del sindaco Telesca smentiti dalla Regione, «Si tratta di puro scontro politico». L’opposizione chiede la convocazione di un consiglio comunale ad hoc


POTENZA – «Il sindaco Telesca riferisca in consiglio comunale in merito alla vicenda Miccolis ma soprattutto rispetto allo scontro politico che si è aperto con la Regione». A chiederlo i consiglieri di minoranza dopo la brutta pagina politica a cui si è assistito in questi giorni.

L’ULTIMATUM DELLA REGIONE E LA SMENTITA SUI COSTI

La nota della Regione Basilicata – nota in cui, tra le altre cose, si intima al primo cittadino del capoluogo di procedere entro il prossimo 30 giugno con la firma del contratto – sul contratto del trasporto Pubblico locale «rappresenta una pesante smentita politica e amministrativa nei confronti dell’attuale amministrazione comunale».

Per settimane «si è provato – hanno proseguito i consiglieri di opposizione – a raccontare alla città che il nuovo contratto avrebbe comportato maggiori oneri insostenibili per il Comune, che il mancato finanziamento del fondo regionale avrebbe impedito la sottoscrizione degli atti e che il programma di esercizio sarebbe stato stravolto anche dai collegamenti con Tito e Pignola».
Una vicenda questa che “Il Quotidiano della Basilicata” ha puntualmente documentato in tutti i suoi risvolti.

Dopo i numeri forniti dal sindaco la Regione, con la replica del Direttore generale del Dipartimento mobilità, «ha affermato esattamente il contrario».
In pratica «nessun maggiore onere economico grava sul bilancio del Comune di Potenza rispetto alla spesa storica». Non solo: l’incremento del contratto, pari a circa 1,7 milioni di euro annui, «resta a carico della Regione».

IL NODO DEGLI IMPIANTI FISSI E I COLLEGAMENTI EXTRAURBANI

Per quanto riguarda «il fondo per gli impianti fissi meccanizzati non può essere utilizzato come alibi nei termini rappresentati dal Comune» e, dulcis in fundo, «i collegamenti Tito-Potenza e Pignola-Potenza non sono compresi nel Lotto 4», come, invece, asserito da Telesca nell’atto ufficiale con cui martedì scorso ha comunicato alla Regione l’ avvio della procedura di revoca della delibera di consiglio comunale del 2024, ma soprattutto l’aut aut rispetto allo stanziamento dei 5 milioni di euro per coprire il buco di bilancio pena l’affidamento alla Regione del servizio pubblico di trasporto cittadino in capo ai vertici di via Anzio.

Con i dati resi noti dalla Regione «viene meno l’intero impianto politico e amministrativo con cui l’amministrazione comunale ha provato a giustificare il mancato perfezionamento della convenzione e del contratto di servizio».

LE CONTRADDIZIONI POLITICHE DELL’AMMINISTRAZIONE

Non solo. «C’è poi un’evidente contraddizione politica che l’amministrazione comunale deve spiegare alla città». Appena poche settimane fa «nel corso del consiglio comunale, il sindaco e l’assessore competente (Giuzio ndr.) rivendicavano con entusiasmo il nuovo piano di esercizio del trasporto pubblico locale, presentandolo come un importante risultato raggiunto nell’interesse dei cittadini e come un significativo miglioramento del servizio». Oggi, invece, «gli stessi amministratori sostengono di non essere nelle condizioni di darvi attuazione e attribuiscono le responsabilità della situazione alla Regione Basilicata».

Due posizioni «che appaiono difficilmente conciliabili. Se quel piano era davvero sostenibile e rappresentava un beneficio per la città, occorre spiegare cosa sia cambiato nel giro di poche settimane».
Per l’opposizione «siamo davanti a un fatto grave: su un servizio essenziale come il trasporto pubblico locale, l’amministrazione sembra aver costruito una posizione istituzionale su presupposti che la Regione definisce non corrispondenti agli atti già approvati dallo stesso consiglio comunale» e questo «non è un dettaglio tecnico» ma «una questione politica di assoluto rilievo».

IL RISCHIO DI DANNI ERARIALI E CONTENZIOSI LEGALI

Perché mentre i cittadini chiedono «autobus puntuali, collegamenti efficienti, scale mobili funzionanti e servizi dignitosi, l’amministrazione comunale appare impegnata a cercare giustificazioni, a scaricare responsabilità e a produrre uno scontro istituzionale che rischia di ricadere direttamente sulla città».
Ancora «più preoccupante è il passaggio in cui la Regione avverte che l’eventuale revoca della deliberazione comunale, se fondata sui presupposti indicati dal Comune, potrebbe essere esposta a vizio per erroneità dei presupposti di fatto, con possibili conseguenze risarcitorie anche nei confronti dell’aggiudicatario».

Tradotto: il Comune rischia di aprire un contenzioso, anche di notevole entità non solo con Miccolis ma anche con la regione, come ha replicato il Direttore generale del dipartimento Mobilità della Regione, «esponendo l’Ente a responsabilità economiche e mettendo a rischio la continuità del servizio pubblico».

L’APPELLO ALLA TRASPARENZA PER IL BENE DEI CITTADINI

A questo punto «non bastano più comunicati generici, dichiarazioni evasive o tentativi di confondere le carte. L’amministrazione comunale deve venire immediatamente in consiglio comunale, portare tutti gli atti, spiegare chi ha istruito questa posizione, quali valutazioni siano state fatte e perché la città sia stata trascinata in una contrapposizione così delicata con la Regione».
La città di «Potenza non può permettersi improvvisazione su un servizio pubblico essenziale».

Il trasporto urbano «riguarda studenti, lavoratori, anziani, famiglie, pendolari e cittadini che ogni giorno hanno bisogno di muoversi. Non può diventare il terreno su cui coprire errori politici, ritardi amministrativi o scelte non adeguatamente ponderate». La città ha diritto «a un servizio efficiente, continuo e programmato. Ma ha anche diritto alla verità».
Da qui la richiesta al sindaco e alla giunta di «chiarire pubblicamente la posizione del Comune, rendendo noti tutti gli atti e spiegando perché si sia arrivati a uno scontro istituzionale di tale portata con la Regione Basilicata, con il rischio concreto di scaricare sulla città le conseguenze di scelte amministrative confuse e non adeguatamente motivate».

Su questa vicenda «servono risposte precise, trasparenti e documentate. I cittadini di Potenza meritano chiarezza, responsabilità istituzionale e un trasporto pubblico all’altezza delle esigenze della comunità».

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