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Potenza, Vigilante accusa Telesca: «Sul personale, gestione precaria». Esplode il caso degli incarichi di Elevata Qualificazione. Il consigliere evidenzia i limiti e le disfunzioni dopo più di due anni.


POTENZA – Esplode la polemica a Palazzo di Città sulla gestione del personale. Al centro della bufera c’è la gestione degli incarichi di Elevata Qualificazione (EQ), un dossier che sta sollevando pesanti critiche da parte delle opposizioni. A lanciare l’affondo è il consigliere comunale Antonio Vigilante, che accusa frontalmente l’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Telesca di muoversi in una perenne situazione di precarietà organizzativa, caratterizzata da una “stagione delle proroghe” che durerebbe ormai da oltre due anni. Secondo l’esponente di centrodestra, la macchina amministrativa del capoluogo avrebbe rinunciato alla programmazione dei processi interni, trasformando lo strumento eccezionale della proroga nella modalità ordinaria di gestione dell’Ente. Un modus operandi che, per Vigilante, dimostrerebbe “evidenti difficoltà” e che ora ha una data di scadenza tassativa: il 30 settembre. La critica di Vigilante non si limita a fotografare l’impasse attuale, ma rivendica l’operato della precedente giunta Guarente.

POTENZA, LE ACCUSE A TELESCA SUL REGOLAMENTO INUTILIZZATO E IL NUOVO MACROMODELLO

Viene rispolverata, infatti, la Delibera di Giunta Comunale n. 132 del 26 aprile 2024, provvedimento con cui il centrodestra aveva approvato il nuovo Regolamento degli incarichi di Elevata Qualificazione. Quel testo – rimasto secondo l’opposizione nei cassetti – era nato proprio per superare le rigidità del vecchio sistema, introducendo un meccanismo meritocratico basato sulla pesatura effettiva delle singole posizioni. A rendere ancora più urgente il passaggio ai nuovi contratti è la recente introduzione del nuovo macromodello organizzativo voluto proprio da Telesca, una riforma della struttura burocratica che, secondo Vigilante, starebbe già evidenziando “limiti e disfunzioni”.

LA RICHIESTA DI VALORIZZAZIONE DEI RUOLI E L’ULTIMATUM DI SETTEMBRE

«Dopo più di due anni riteniamo incomprensibile che questo strumento non abbia ancora trovato piena applicazione – attacca il consigliere. La richiesta alla giunta è netta: procedere immediatamente alla pesatura dei ruoli e, soprattutto, stanziare risorse adeguate. L’obiettivo dichiarato è valorizzare le posizioni oggi “congelate” al minimo sindacale di 5.000 euro, differenziando i compensi in base al merito e alle responsabilità reali. opposizione ha già chiarito che non verranno tollerati ulteriori rinvii oltre la fine di settembre. Se Palazzo di Città dovesse optare per l’ennesimo rinnovo temporaneo, la coalizione di Vigilante sposterà il tiro dal piano tecnico a quello politico, bollato il ritardo come la prova manifesta dell'”incapacità dell’Assessorato al Personale” di governare i processi burocratici del Comune di Potenza. La sfida per l’efficienza della macchina amministrativa è aperta.

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