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Presentato il sistema di controllo della città che dovrebbe garantire un maggiore controllo del territorio. Prevista una diffusione anche nei quartieri periferici

CATANZARO – Cinquantasette nuove telecamere ad alta risoluzione, puntate giorno e notte su altrettanti angoli del tessuto urbano per elevare i livelli di sicurezza della città di Catanzaro. E’ quanto prevede il sistema di videosorveglianza, il primo del genere in funzione in Calabria, realizzato dal Comune capoluogo con i fondi del Pon sicurezza, in sinergia con la Prefettura e in collaborazione con la Polizia di Stato.

Il sistema, denominato Tesic, predisposto dal Consorzio Comitel, è stato presentato dal sindaco Sergio Abramo, dal prefetto Luisa Latella e dal questore Giuseppe Racca alla presenza dei vertici provinciali di polizia, carabinieri, guardia di finanza e Corpo forestale dello Stato. Il sistema punta ad offrire una maggiore sicurezza in una realtà in cui si registra, comunque, un aumento della criminalità, come dimostra anche l’ultima intimidazione subita da una importante concessionaria di autovetture (LEGGI).

«Abbiamo riattivato un sistema già presente – ha detto Abramo – potenziandone le performance grazie all’utilizzo della fibra ottica che è presente in città. Catanzaro si pone, così, all’avanguardia in questo settore a livello regionale. Adesso, grazie alla concertazione con il prefetto Latella contiamo di ampliare il servizio ad altre zone della città, utilizzando le risorse a disposizione. Abbiamo mantenuto una promessa. Sono molto soddisfatto – ha aggiunto Abramo – di avere contribuito ad accrescere la tranquillità dei miei concittadini anche se sono consapevole che, pur in una città che registra una diminuzione dei reati, non bisogna assolutamente abbassare la guardia».

«La videosorveglianza – ha sostenuto il prefetto Latella – non è la soluzione del problema sicurezza, ma è certamente un grosso aiuto per affrontarli e risolverli. La speranza è quella di poter estendere a breve questo progetto attraverso ulteriori fondi comunitari utilizzabili. Catanzaro era già cablata e, quindi, il progetto ha in parte rivitalizzato quanto esisteva e in parte lo ha ammodernato con l’inserimento di nuovi elementi ad più alta definizione. Il sistema, in ogni caso, ha una forza non solo di deterrenza, ma anche di repressione. Proseguiremo su questa strada. Catanzaro, del resto, ha delle zone più interessate dal fenomeno criminale e su quelle aree stiamo puntando per intervenire».

«La videosorveglianza, come hanno dimostrato ultime vicende di cronaca – ha detto il questore Racca – è fondamentale perché nella sicurezza il cittadino si sente davvero libero».

L’ampliamento del sistema, che conta la presenza di 52 telecamere nel centro storico e cinque nel quartiere Santa Maria, nelle altre zone della città, è previsto entro il primo semestre del 2016. Le immagini confluiranno in un nodo di accentramento affidato alla Polizia locale e, dà lì, verranno successivamente smistate alle sedi operative delle forze dell’ordine.

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