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Nico Arezzo e la sua band sul Palco Pineta del Color fest

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L’energia travolgente di Nico Arezzo ha infiammato la seconda giornata di Color Fest a Lamezia Terme. E noi lo abbiamo incontrato a fine concerto per scambiare con lui due chiacchiere


Ci sono concerti che non usano preamboli, che rifiutano le lunghe attese e preferiscono travolgere subito chi sta sotto il palco. La performance di Nico Arezzo al Color Fest, andata in scena nella seconda giornata del festival, appartiene a questa rara categoria: un set che parte immediatamente a pieni giri, lasciando fin dalle prime battute la netta sensazione che quaranta minuti siano una misura troppo stretta per contenere un mondo musicale così denso. Ma per chi si trovava al Color Fest e magari incrociava per la primissima volta il cammino dell’artista, questo live ha avuto il sapore e la potenza di un irresistibile invito a saperne di più, più che una semplice tappa di passaggio.

A guidare la performance è stata una scaletta costruita con intelligenza ed efficacia spaziando tra i brani del suo ultimo progetto discografico “Non c’è fretta” – pubblicato il 16 gennaio scorso per Take Away Studios con distribuzione Artist First – ed estratti dal precedente lavoro “Non c’è mare“.
Se nella dimensione in studio queste tracce brillano per cura e ricercatezza negli arrangiamenti, dal vivo diventano più ampie, tangibili, cariche di una fisicità immediata che espande la firma stilistica dell’artista senza mai snaturarla.

INTESA PERFETTA CON LA BAND E LA MAGIA CON ANNA CASTIGLIA

A trasformare il concerto in una scarica di adrenalina pura è stato il contributo determinante della formazione che lo ha accompagnato. Una band tutt’altro che decorativa o relegata al semplice ruolo di supporto: tutti i musicisti sono apparsi visceralmente dentro i brani, elettrizzati, emanando un’intesa scenica e sonora che ha reso tecnicamente impossibile rimanere fermi.

A coronare la dimensione live è arrivata poi un’incursione di classe: l’ingresso sul palco di Anna Castiglia, accolta con enorme calore dal pubblico. Insieme hanno intonato “Sempre ’a stissa“, dando vita a un duetto vibrante in cui la loro comune matrice siciliana ha trovato un’espressione pura, intima e travolgente.

IL LEGAME CON LA CALABRIA E IL RIFUGIO IN SILA

Al termine dello show, incontrando Nico Arezzo nel backstage per scambiare qualche battuta, gli abbiamo chiesto quale fosse stata l’a risposta dell’accoglienza pubblico calabrese. La risposta restituisce appieno lo spirito della serata: «È sempre uno spettacolo, le persone non riescono a frenarsi, esce tutto fuori e dal palco non puoi far altro che godere».
Del resto, il rapporto tra il cantautore e questo territorio è un legame intimo e profondo, che guarda direttamente alle montagne della Sila. Un’esperienza che lo stesso Nico Arezzo ci aveva raccontato in un’intervista. Proprio lì, tra i boschi e il silenzio di una baita a Moccone, è nato e ha preso interamente forma il suo ultimo lavoro Non c’è fretta.

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