X
<
>

2 minuti per la lettura

Un sondaggio condotto su 62 studenti tra il 23 e il 27 luglio scorso, sul tema attuale dei cambiamenti climatici e del caldo estremo.


Un’indagine esplorativa realizzata tra il 23 e il 27 luglio 2026 ha raccolto le percezioni e le preoccupazioni degli studenti dell’Unical riguardo al caldo estremo e agli effetti dei cambiamenti climatici, che stanno duramente colpendo la Calabria. Più del 95% dei 62 studenti intervistati afferma che i fenomeni estremi sono aumentati: a confermarlo sono le estati sempre più calde, gli incendi, la siccità e i cicloni. Inoltre, si segnala la carenza di nevicate. Il 61,3% dei ragazzi si definisce “abbastanza informato” circa questo argomento e soltanto il 6,5% “molto informato”. I media attraverso cui i giovani si documentano riguardo a questo tema sono principalmente i social network, ma non manca chi fa riferimento a riviste scientifiche.

CONSEGUENZE TRASVERSALI

Le conseguenze che preoccupano maggiormente gli intervistati sono gli eventi estremi, ma non passano in secondo piano i conflitti per le risorse, la scarsità di cibo e acqua e le migrazioni climatiche. Secondo i dati ricavati dal sondaggio, a causa delle ondate di calore e dell’inquinamento, l’ambito maggiormente colpito è la salute. Qualcuno afferma di riscontrare personalmente gravi disagi dovuti al caldo e viene avanzata la proposta di sospendere le attività didattiche e lavorative nelle giornate caratterizzate da temperature estremamente elevate.  Si registrano ripercussioni sulla sicurezza a causa degli eventi estremi, sul turismo e sulla biodiversità (con specie animali costrette a migrare in habitat inadatti), oltre che su economia e produttività.

I RISCHI SULLA POPOLAZIONE

Le categorie più fragili di fronte a questi fenomeni, secondo gli studenti, sono i lavoratori esposti per un tempo prolungato alle radiazioni solari (come gli operai nei cantieri, i rider e gli agricoltori), ma anche soggetti vulnerabili come anziani, persone con disabilità, bambini e donne incinte. Eppure, alcuni studenti hanno sottolineato come la crisi climatica colpisca il genere umano nella sua interezza e affermano che adottare pratiche sostenibili vuol dire assicurare benefici tanto all’ambiente quanto alla collettività, che ne è parte integrante.

L’APPELLO DEGLI STUDENTI ALLE ISTITUZIONI E AI CITTADINI

L’emozione principale degli studenti di fronte alla crisi climatica è l’ansia. Altre reazioni sono l’indifferenza, la rassegnazione, la paura, la rabbia e la speranza. Alla domanda “Come immagini il pianeta nel 2050?”, a prevalere sono i pessimisti. Sono diversi i giovani che chiedono una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, proponendo l’impiego di fonti energetiche pulite, la promozione dell’educazione ambientale, l’integrazione del verde urbano, il potenziamento della mobilità sostenibile e le sanzioni per chi inquina. Oltre a sottolineare l’impatto delle guerre sulla natura, il sondaggio evidenzia la necessità di un impegno collettivo: da parte dei cittadini, il cambiamento passa attraverso scelte quotidiane concrete, come l’acquisto di prodotti green, la riduzione degli sprechi e l’adozione di consumi sostenibili.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA