Foto di Denise Ubbriaco
5 minuti per la letturaCirella si tinge d’azzurro: Nino D’Angelo chiude la stagione al Teatro dei Ruderi con una festa travolgente.
CIRELLA (COSENZA) – È stato un abbraccio collettivo quello tra Nino D’Angelo e il pubblico del Teatro dei Ruderi di Cirella. L’artista partenopeo ha chiuso la stagione 2026 del suggestivo scenario della Riviera dei Cedri con un concerto carico di energia e nostalgia, confermando ancora una volta la forza di una musica capace di parlare al cuore delle persone e di riunire diverse generazioni nel segno delle stesse emozioni.
Nino D’Angelo travolge il pubblico del Teatro dei Ruderi di Cirella
Da “Batticuore” a “Stupida avventura”, da “Senza giacca e cravatta” fino a “Napoli”, ogni brano ha acceso la platea e trascinato gli spettatori in un viaggio intenso e coinvolgente. Un susseguirsi di canzoni capaci di far cantare, sorridere e commuovere, riportando a galla ricordi legati a melodie entrate nell’immaginario di milioni di persone. Nino D’Angelo non si è limitato a cantare: ha condiviso aneddoti, si è emozionato e soprattutto ha accorciato continuamente le distanze con la sua gente. Nel corso della serata, infatti, non sono mancate le incursioni tra la platea. L’artista si è avvicinato al pubblico, accogliendo con affetto chi riusciva a raggiungerlo: un abbraccio, un bacio, un sorriso, qualche scambio di battuta. Attimi spontanei che hanno trasformato il concerto in qualcosa di più di uno spettacolo: un incontro diretto, umano, quasi familiare.

Nino D’Angelo ripercorre gli esordi della sua carriera
Poi, sono arrivati i ricordi. Tra una canzone e l’altra, Nino D’Angelo ha ripercorso gli inizi di una carriera costruita senza scorciatoie, con sacrificio, passione e ostinazione. Tutto è partito dalla determinazione di quel ragazzino con il caschetto biondo, che tentava di vendere da solo i propri dischi, senza una casa discografica alle spalle, con il sostegno della famiglia e la sua gente pronta a scommettere su di lui, molto prima che arrivassero il successo e la notorietà. E c’è stato anche il momento della svolta: il nome di Nino D’Angelo pronunciato in televisione da Mario Merola, davanti al grande pubblico. Un riconoscimento che lo emozionò profondamente e non cambiò la sua ambizione: Nino non voleva raccogliere l’eredità di nessuno, voleva costruire la propria strada e parlare con una voce tutta sua.
«Quando vedo tutti questi ragazzi tra il pubblico, mi chiedo come possano conoscere così bene la mia storia – confessa Nino D’Angelo -. Dovete sapere che ero un ragazzino con il caschetto biondo che, da solo, cercava di vendere il proprio prodotto. Non avevo una casa discografica: avevo una famiglia che mi aiutava persino a incollare i dischi. Ho ricevuto tantissimo consenso dalla gente e ho capito che esistono persone dal cuore grande. All’inizio cantavo canzoni d’amore.
Poi arrivò un momento che non dimenticherò mai. A “Domenica In”, Pippo Baudo chiese a Mario Merola, uno dei più grandi artisti che abbiamo avuto: “Mario, c’è un ragazzo che potrebbe essere il tuo erede?”. Quando Mario fece il mio nome, per me fu un’emozione indescrivibile. Ma io non volevo essere semplicemente l’erede della sceneggiata. Volevo parlare ai giovani di allora, raccontare la loro realtà. E per farlo ho avuto il coraggio di cambiare tutto. In molti mi presero per pazzo, ma io sentivo che quella era la strada giusta. Ragazzi, quando credete davvero in qualcosa, fatela e basta. Non ascoltate i consigli di nessuno. Credete in voi stessi e andate avanti». Parole che sono arrivate dritte alla platea. Poi, ancora una volta, è stata la musica a prendere il sopravvento.

Il gran finale è stato tutto azzurro con il successo “Napoli”
Quando sono risuonate le note di “Quei ragazzi della Curva B” (il titolo del brano è “Napoli”, ndr), il Teatro dei Ruderi è letteralmente esploso. Nino D’Angelo ha indossato la sciarpa del Napoli e ha intonato il brano dedicato alla sua squadra del cuore, a quell’azzurro che porta dentro da sempre. La platea si è riversata verso il palco. Il pubblico ha saltato, cantato, battuto le mani. In pochi istanti, il teatro si è trasformato in un’unica, incontenibile voce, trascinata dalla passione per Napoli e dalla musica di Nino.
Poi, sulle note finali, è arrivato il saluto dell’artista, visibilmente emozionato: «Sulle note di questa canzone, dedicata alla mia squadra del cuore, al mio Napoli, a quell’azzurro che porto dentro da sempre, voglio dirvi una cosa sola: grazie. Grazie anche questa sera, popolo delle mie canzoni».
È stato un finale travolgente. Nino D’Angelo ha lasciato il palco con il pubblico in festa, le voci che si sono alzate nel cielo e l’azzurro del Napoli a fare da cornice sotto le stelle del Teatro dei Ruderi di Cirella.
Nino D’Angelo chiude la stagione 2026 del Teatro dei Ruderi di Cirella
Grande soddisfazione da parte della Carli Fashion Agency di Carmelo Ambrogio e della GF Entertainment di Gianluigi Fabiano, organizzatori e direttori artistici della rassegna: «Il nostro grazie va innanzitutto al pubblico, che ancora una volta ha scelto il Teatro dei Ruderi e ha dimostrato un entusiasmo straordinario. Grazie agli artisti, ai tecnici, alle maestranze e a tutto lo staff che, con professionalità e passione, hanno reso possibile questa stagione».
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