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Il presidente Fipav Cosenza Gianni Guida: «La pallavolo calabrese deve cambiare. Urge formare allenatori e dirigenti per ragionare da impresa».


COSENZA – «Noi dobbiamo cambiare, perché lo sport è cambiato e grazia al presidente Manfredi ci stiamo riuscendo»  Queste le prima parole del presidente del comitato provinciale della Fipav di Cosenza, Gianni Guida. E in effetti il mondo calabrese della pallavolo dopo anni di incertezze e divisioni, da qualche anno si appresta a vivere una consiliatura di unità e condivisione e questo non può che fare bene a tutto il movimento e che ha portato la Calabria ad avere consigliere nazionale Marco Mari, persona seria e preparata.

 «Faccio – continua Gianni Guida – un esempio: Stiamo formando gli allenatori, anche se riscontriamo un po’ di presuntuosa resistenza, non vengono ai collegiali delle nazionali, si sentono già preparati e noi, così, abbiamo adottato una tattica diversa, invece di aspettarli andiamo noi da loro. Gli spieghiamo le cose ubbidendo a un discorso verticistico che parte da Fanizza e Mecarelli, che sono i responsabili tecnici nazionali. Noi abbiamo Carmelo Perrota che sicuramente è persona molto preparata che si aggiorna continuamente. Gli allenatore di casa nostra devono seguire i corsi di aggiornamento  e prendere il patentino di terzo grado di allenatore che serve tanto alle società».

IL PRESIDENTE FIPAV COSENZA: NON CREDO SIANO SOLO GLI ALLENATORI I PROBLEMI DELLA PALLAVOLO CALABRES

«Stiamo cercando di formare anche i dirigenti. Per loro il discorso non deve solo sportivo ma anche imprenditoriale, trovare risorse, trovare palestre. Oggi le società devono ragionare da impresa, da azienda. Certo siamo consapevoli che le palestre sono un problema, ma la Federazione, è questa è una notizia, a smuovere il problema. Oggi c’è una legge che obbliga i Dirigenti scolastici a concedere le palestre alle società sportive dietro richiesta a domanda delle società e se qualche Preside si rifiuta interviene la Federazione Nazionale con i propri legali, ma il discorso non deve esaurirsi qui. Bisogna allargare le vedute. I presidente di società debbono capire che devono individuare strutture che possono essere trasformate e prenderle in affitto. Ci sono società che hanno più di trecento bambini iscritti ai loro corsi e, specialmente con le leggi che garantiscono prestiti, c’è la possibilità di investire nelle ristrutturazioni. Poi è necessario anche una struttura organizzativa adeguata. Non è più possibile che il presidente sia anche l’allenatore, il dirigente accompagnatore, il magazziniere ecc…ecc…». Camigliatello, città di tua residenza, è diventata il centro delle attività di preparazione delle nazionali giovanili. Si è creato in Sila un bel movimento di questo tipo.

«Camigliatello si trova a 1300 metri e ha 1400 postiletto, non credo che in Italia ci siano tante località con queste caratteristiche, oltre il trentino. I ragazzi si possono allenare alla perfezione. Ci sono due strutture molto equipaggiate che la Federazione apprezza e sostiene. È un bene per tutta Camigliatello avere tanta gente anche in bassa stagione. È un bene per il turismo del posto. Avremo sempre dei collegiali delle nazionali minori e poi dopo che stanno a fare i collegiali a Camigliatello vanno in Europa e vincono tutto, evidentemente stanno bene. Adesso sto preparando il Trofeo dei Territori con tre tappe aperto anche ai ragazzini di dodici anni. Chi vincerà questo torneo andrà poi a fare il trofeo Scilla e Cariddi».

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