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Uno striscione di protesta

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Blocchi in tutte le province, cortei e sit-in: la protesta degli agricoltori calabresi che hanno aderito alla mobilitazione nazionale “L’Italia scende in piazza”


La Calabria si risveglia sotto il segno della mobilitazione. Una vasta ondata di proteste promossa da agricoltori, autotrasportatori e comitati di categoria sta interessando tutte le province della regione, unita dal grido d’allarme contro il caro carburanti, l’impennata dei costi di produzione e la profonda crisi che sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese.

Dalle prime ore del mattino, la tensione si è concentrata in punti nevralgici della viabilità: nei pressi degli svincoli autostradali una serie di presidi, più o meno partecipati – inseriti nella mobilitazione nazionale “L’Italia scende in piazza” – sta creando consistenti disagi al traffico sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine.

Al centro della contestazione ci sono la forbice tra i prezzi riconosciuti ai produttori e quelli al dettaglio, l’aumento insostenibile dei costi energetici e la richiesta di uno stop immediato alle importazioni extra-UE non in linea con gli standard di sicurezza italiani. Un’esasperazione diffusa che racconta il dramma di un settore che chiede risposte concrete per tornare a vivere e non solo a sopravvivere.
Di seguito, i dettagli dai presidi delle province.

“VOGLIAMO VIVERE, NON SOPRAVVIVERE”: IL PRESIDIO DI TRATTORI E CAMION ALLO SVINCOLO FIRMO-SIBARI (CS)

FIRMO – Protesta degli agricoltori e degli autotrasportatori. Questa mattina un presidio di una trentina tra trattori e camion sta creando dei disagi al traffico nei pressi dello svincolo autostradale di Firmo/Sibari. La protesta in atto presso lo svincolo Firmo – Sibari si inserisce nell’ambito della mobilitazione “L’Italia scende in piazza”, promossa dal Movimento Popolare Nazionale insieme a diverse sigle territoriali e di categoria (Popolo di Calabria, MTA, GDA, Gruppo Agricoltori del Crotonese e Comitati Riuniti Agricoli).

Sul posto è massiccio il presidio delle forze dell’ordine, in particolare della Polizia di Stato. Alla base della protesta vi è una crisi profonda che sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo e le famiglie. Tra le rivendicazioni principali figurano l’impennata dei costi del carburante e di produzione e il forte divario tra i prezzi riconosciuti ai produttori e i costi al dettaglio per i consumatori. Forte anche la richiesta di uno stop immediato alle importazioni da Paesi che non garantiscono gli standard qualitativi e di sicurezza nazionali. L’esasperazione è forte sul campo: “Non ce la facciamo più” dichiara uno dei manifestanti., ” Ho tre figli a casa e non so più come garantirgli un pezzo di pane quotidiano. Siamo stati abbandonati. Vogliamo vivere non sopravvivere”.

PIANA DI GIOIA TAURO, CORTEO A PASSO D’UOMO SULLA JONIO-TIRRENO

Nella Piana di Gioia Tauro un corteo composto da (pochissimi) trattori, autobus e camion ha attraversato a passo d’uomo la SGC Jonio- Tirreno. Il corteo é partito dalla rotonda sulla SGC di Contrada Zimpario, nel territorio di Rosarno, dirigendosi verso lo svincolo di Cinquefrondi. Qui il rappresentante dei manifestanti, Antonio Zangari, ha spiegato brevemente le ragioni della protesta. Il corteo é ripartito poi verso il punto di partenza, per un sit-in, percorrendo la SGC sempre a passo d’uomo.

CROTONE, IL FRONTE DURO DELLA PROTESTA: “DA QUI NON SI PASSA”

Crotone- “Da qui non si passa”. Torna la protesta dei trattori per il caro carburanti, e non solo. I mezzi agricoli rallentano notevolmente il traffico lungo la strada statale 106 e lungo la strada statale 107 Silana Crotonese. Dalle ore 7 di oggi, 28 settembre, il Gruppo Agricoltori del Crotonese ha iniziato a manifestare, presso la rotatoria della località Passovecchio, per indurre le Istituzioni a vario titolo competenti a risolvere la grave crisi produttiva ed economica del settore primario. Accanto ad almeno 200 agricoltori, molti dei quali alla guida dei trattori, si sono schierati una delegazione di pescatori, una delegazione di autotrasportatori con cinque tir, cittadini comuni e il presidente del movimento V.i.t.a. (Viabilità-infrastrutture-trasporti-ambiente), Nando Amoruso, che lotta da anni per l’ammodernamento del tratto crotonese della strada statale 106.

Quando rimuoveranno il presidio? “Il prezzo del gasolio deve scendere a 1,60 euro al litro, al prezzo originario. Questo è il primo segnale che attendiamo dal governo centrale”, risponde il segretario del Gruppo Agricoltori del Crotonese, Pietro Megna. “Il secondo segnale- continua a dire- è il taglio del ticket sanitario in Calabria, perché ci stanno negando il diritto alla salute”. Se la prima istanza non dovesse essere accolta, il Gruppo, che ha aderito al Movimento Popolare Nazionale, continuerebbe a protestare ad oltranza per poi spostare la protesta sull’autostrada o, come extrema ratio, davanti a Palazzo Chigi. Il caro carburanti e dei concimi legati al prezzo del petrolio viene indicato come la causa principale della crisi dell’agricoltura.

Nondimeno, ci sono delle concause altrettanto gravi, quali il cambiamento climatico, l’aumento vertiginoso dei costi di produzione, i prezzi dei prodotti agricoli ai minimi storici, i danni alle colture provocati dai cinghiali. La siccità quest’anno ha falcidiato i raccolti. Non c’è un solo comparto che non abbia patito danni, dall’olivicoltura alla cerealicoltura, dalla zootecnia alla colture orticole.

Naturalmente, i rallentamenti stradali penalizzano soprattutto i pendolari, che si sfogano sui social, rimarcando quanto sia assurdo che dei lavoratori creino disagi ad altri lavoratori. Alcuni conducenti hanno denunciato l’intransitabilità di Via delle Conchiglie nella frazione di Gabella: alle 7:15, è stato scaricato dello sterco su entrambi i sensi di marcia per impedire il passaggio alternativo dei veicoli lungo questa strada secondaria.

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