Il boss di Cutro Nicolino Grande Aracri
2 minuti per la letturaPista ‘ndrangheta per la morte morte del manager MPS David Rossi, la Commissione parlamentare sentirà il boss di Cutro Grande Aracri
CUTRO – L’inchiesta parlamentare sulla morte di David Rossi segna un nuovo capitolo. Il presidente della Commissione d’inchiesta, Gianluca Vinci (FdI), ha annunciato che nel mese di settembre verrà ascoltato Nicolino Grande Aracri, capo di una potente cosca di ‘ndrangheta che da Cutro aveva allungato i suoi tentacoli su Emilia e Bassa Lombarda. Il boss, attualmente detenuto in regime di 41-bis, sarà citato come persona informata sui fatti. La pista della ‘ndrangheta non è una suggestione, ma si basa su un riscontro documentale preciso che unisce la tragedia del responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena a un intreccio finanziario tra la Toscana e la Pianura Padana.
Un numero di telefono e un titolo al portatore
Al centro dell’interesse dei commissari c’è una coincidenza numerica emersa dall’analisi delle carte e dei tabulati. La sera del 6 marzo 2013, quando David Rossi vola dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni, sul suo telefono compare una sequenza numerica. Quel numero corrisponde al codice di un certificato di deposito al portatore custodito presso una filiale bancaria a Viadana, una cassa utilizzata negli anni dalle articolazioni emiliane del clan Grande Aracri. La domanda a cui la Commissione cerca risposta è diretta: come e perché quel codice identificativo di un titolo riconducibile alla criminalità organizzata si trovava nei dispositivi del manager MPS?
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Il cambio di rotta delle indagini
Il caso di David Rossi, a lungo rubricato dalle Procure come un suicidio e archiviato a più riprese, ha visto riaprire scenari inquietanti grazie ai rilievi peritali scientifici e al lavoro d’indagine parlamentare. Le ultime ricostruzioni medico-legali e le simulazioni tridimensionali sui traumi riportati dal corpo hanno messo in dubbio la tesi della caduta volontaria, ipotizzando che il dirigente possa essere stato aggredito e sospeso nel vuoto prima del precipitare.
L’audizione prevista a settembre
Per Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, «l’audizione potrebbe essere utile a chiarire eventuali contatti nella Bassa Mantovana e l’utilizzo dei titoli di credito collegati al clan». L’audizione prevista a settembre rappresenta dunque un tentativo di verificare se all’interno della profonda crisi finanziaria di Monte dei Paschi — esplosa proprio nei giorni dell’acquisizione di Banca Antonveneta — si fossero inseriti gli interessi contabili e di riciclaggio delle cosche calabresi insediate nel Nord Italia.
La decisione di convocare il boss di Cutro non nasce dal nulla. I commissari hanno infatti già ascoltato in audizione il collaboratore di giustizia Angelo Salvatore Cortese, ex braccio destro dello stesso Grande Aracri. Le sue dichiarazioni sulla filiale di Viadana “a disposizione” del clan e il lavoro svolto sui riscontri documentali hanno contribuito a rafforzare la pista della ‘ndrangheta.
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