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L'ex vicepresidente della Provincia di Crotone Fabio Manica, imputato principale del processo Teorema

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Questura e Procura di Crotone chiedono la sorveglianza speciale per l’ex presidente della Provincia Manica nell’ambito dell’inchiesta Teorema.


CROTONE — Non più solo uno strumento per recidere le radici della criminalità organizzata di tipo mafioso, ma una misura di prevenzione d’urto applicata ai “colletti bianchi” e ai presunti reati contro la Pubblica Amministrazione. Il questore Renato Panvino e il procuratore Domenico Guarascio hanno avanzato la richiesta formale per l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti dell’ex vicepresidente dell’Ente, Fabio Manica. Una scelta di “linea dura”, rara in ambiti legati a tangenti e appalti pilotati, con cui gli inquirenti intendono stangare la presunta pericolosità sociale qualificata attribuita al presunto vertice di un’associazione a delinquere dedita a una serie di reati contro la PA.

Nuova “emergenza sociale”

Il legislatore, infatti, tra le nuove “emergenze sociali” connesse alla criminalità economica indica i reati dei cosiddetti “colletti bianchi”, come specifica il questore in un’articolata istanza all’autorità giudiziaria. La norma parifica l’allarme sociale derivante dal drenaggio di risorse pubbliche a quello dei sodalizi di matrice mafiosa. Da qui la proposta avanzata congiuntamente dal questore e dal procuratore alla Sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro. L’udienza è già fissata per il prossimo 9 novembre.

Richiesta di riti alternativi

La stretta preventiva arriva mentre l’inchiesta che nei mesi scorsi portò all’operazione Teorema registra una netta accelerazione. Sia Fabio Manica che il suo ex braccio destro Giacomo Combariati hanno infatti reso parziali ammissioni davanti ai magistrati della Procura pitagorica e chiedono di essere giudicati con riti alternativi. Il primo chiede il rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, il secondo sollecita un patteggiamento. Il 16 settembre la gip Assunta Palumbo deciderà se accogliere le loro istanze.

Nuovi scenari investigativi

Intanto, i verbali contenenti i loro interrogatori sono stati immediatamente secretati dagli inquirenti. Le dichiarazioni rese dai due indagati principali, che hanno ormai acquisito lo status di imputati, avrebbero fornito riscontri decisivi, aprendo ulteriori e più ampi scenari investigativi destinati ad allargare la mappa delle complicità e a delineare ulteriori illeciti rispetto a quelli che hanno già portato a contestazioni formali a una ventina di indagati. La Guardia di finanza, che conduce le indagini, sta lavorando intensamente.

La rete dell’associazione

La Procura, con la richiesta di giudizio immediato per cinque imputati, intende comunque cristallizare il nucleo centrale dell’impianto accusatorio da cui emerge la divisione dei compiti all’interno del sodalizio. Al centro del primo nucleo dell’inchiesta figurano gli affidamenti e i lavori di manutenzione straordinaria relativi a quattro istituti scolastici. Fabio Manica, considerato capo, promotore ed organizzatore, avrebbe messo a disposizione la sua carica pubblica per indirizzare gli appalti della Provincia usando come base logistica la Sinergyplus (di cui è ritenuto socio e amministratore occulto) e gestendo la “cassa comune”. Giacomo Combariati, «braccio operativo e longa manus» di Manica, avrebbe curato la pianificazione operativa tramite società a lui riconducibili (Kreosolution, 3E Ingegneria, Sinergyplus).

Si procede a parte per gli altri indagati

Luca Bisceglia, ingegnere, e Rosaria Luchetta, architetto, sarebbero partecipi dell’associazione, avendo prestato le proprie qualifiche per aggiudicarsi ed eseguire gli appalti illeciti, costituendo società ad hoc (come la LB S.r.l.) per veicolare le quote di denaro verso Manica e Combariati. A Francesco Manica, avvocato e fratello di Fabio, è contestato il ruolo di consigliere legale della presunta associazione a delinquere. Per chi procederà con il rito ordinario, l’inizio del dibattimento è fissato per il 14 ottobre. Intanto, si procede separatamente nei confronti di (almeno) altri 15 indagati.

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