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Lo scuolabus di Strongoli

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Indagati 1 funzionario del Comune di Strongoli e 2 imprenditori per una presunta frode dello scuolabus, fondi per disabili per un mezzo usato


STRONGOLI — Fondi ministeriali destinati all’inclusione scolastica e al trasporto degli studenti con disabilità utilizzati per acquistare uno scuolabus usato, completamente privo di pedana per l’accesso delle sedie a rotelle. Con l’ipotesi di aver distolto le risorse pubbliche riservate agli alunni più vulnerabili e di aver successivamente modificato gli atti ufficiali per coprire l’irregolarità, la Procura della Repubblica di Crotone ha chiuso le indagini preliminari sulla compravendita del mezzo comunale. I carabinieri della Stazione di Strongoli, affiancati nella fase esecutiva dai colleghi di Brivio, in provincia di Lecco, hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a tre persone: un funzionario del Comune di Strongoli e due imprenditori del Cosentino.

Gli indagati e le accuse

L’atto, firmato dalla sostituta procuratrice Mariamartina Milli nell’ambito del fascicolo coordinato dal procuratore Domenico Guarascio, individua tre indagati. Il primo è Domenico Vetere, 66 anni, di Strongoli, in qualità di responsabile dell’Ufficio amministrativo dell’ente locale nel biennio 2023-2024. Deve rispondere di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e indebita destinazione di denaro o cose mobili.

Secondo la ricostruzione della Procura, Vetere avrebbe impiegato un ammontare complessivo di 15.739,53 euro — derivante dalle quote del Fondo di solidarietà comunale stanziate con delibere dell’ottobre 2023 e del marzo 2024 per potenziare i servizi di trasporto in favore di studenti disabili privi di autonomia — per comprare un automezzo usato sprovvisto dei requisiti richiesti. L’affidamento della fornitura, relativo a un mezzo inidoneo alla funzione sociale prevista, è avvenuto a metà novembre 2024 per il tramite della piattaforma Mepa in favore della società «F.lli Marasco S.r.l.».

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Determina alterata

Per far combaciare i documenti di spesa con la natura del mezzo, il 14 dicembre 2024 il funzionario avrebbe fatto accesso telematicamente tramite le proprie credenziali al sistema informatico gestionale del Comune, alterando il testo della determina di liquidazione pubblicata sull’albo pretorio e cancellando le parole «attrezzato anche di pedana per disabili», oltre a rimuovere il visto contabile.

Le altre due posizioni riguardano i fratelli Pasquale Marasco, 68 anni, e Alfredo Marasco, 46 anni, entrambi residenti a San Giovanni in Fiore e legati alla governance della società fornitrice. Ad entrambi la Procura contesta, in concorso con la figura pubblica e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, l’ipotesi di frode nelle pubbliche forniture.

Agli imprenditori viene addebitato di aver consegnato al Comune di Strongoli un veicolo sprovvisto della pedana idonea all’accesso e al trasporto degli alunni a ridotta mobilità, difformemente da quanto imposto dalle normative nazionali per l’impiego dei contributi interministeriali vincolati all’inclusione scolastica. I tre indagati sono difesi dall’avvocata Maria Grazia Vincenza Corigliano.

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