Un terreno attrezzato con sensori e strumentazioni innovative
6 minuti per la letturaA Rocca di Neto l’Azienda Agricola Fratelli Caratozzolo, insieme al Gal Kroton e alla Fondazione Pinta, inaugura l’Agritech Hub: droni, sensori IoT e intelligenza artificiale per un’agricoltura sostenibile che riduce sprechi d’acqua, fertilizzanti e fitofarmaci e apre le porte al pubblico con laboratori e giornate dimostrative
ROCCA DI NETO – Arriva dal Crotonese una risposta concreta ad alcuni problemi che attanagliano l’agricoltura: la carenza d’acqua e di risorse e la certezza di poter contare su raccolti sani. Ed il tutto passa da dati, da sensori e dai droni, oltre che dall’esperienza maturata nei campi.
AGRICOLTURA DI PRECISIONE IN CALABRIA, NASCE AGRITECH HUB
L’introduzione dell’agricoltura di precisione in quest’area della Calabria non è una semplice scelta tecnologica, ma una risposta concreta a criticità strutturali: estati sempre più siccitose, gestione dell’acqua complessa, terreni molto diversi tra loro e necessità di rendere competitiva un’agricoltura che vuole restare identitaria e, allo stesso tempo, moderna.
Come viene sottolineato nell’idea progettuale, il paesaggio agrario crotonese è un mosaico: alle argille pesanti delle zone collinari e pianeggianti, che formano i tipici calanchi, si alternano suoli più sciolti e drenanti vicino alla costa. Una stessa concimazione o irrigazione applicata indifferentemente ovunque produce risultati opposti: in certe aree ristagno e asfissia radicale, in altre stress idrico e carenze nutritive.
L’agricoltura di precisione interviene proprio su queste differenze, trasformandole da problema a risorsa. Attraverso sensori nel suolo, centraline meteo connesse e sorvoli periodici con droni equipaggiati con camere multispettrali, è possibile mappare lo stato reale delle colture, zona per zona, pianta per pianta.
UN BENE DIFFICILE DA REPERIRE, L’ACQUA
Il primo beneficio riguarda l’acqua, bene prezioso e sempre più scarso. Grazie al monitoraggio continuo dell’umidità del terreno e dello stress idrico delle piante, l’irrigazione può essere attivata solo dove e quando serve davvero. Questo approccio consente di superare l’uso indiscriminato dell’irrigazione a pioggia, che spesso disperde una parte consistente delle risorse dei bacini idrici, compresi quelli silani che alimentano la zona.
Applicare acqua in modo mirato significa ridurre gli sprechi, preservare le riserve e, allo stesso tempo, garantire alle colture il livello idrico ottimale per produrre di più e meglio.
LA GESTIONE DEI FERTILIZZANTI
Un secondo pilastro dell’agricoltura di precisione è la gestione dei fertilizzanti. Le “mappe di prescrizione” permettono alle seminatrici e alle botti di concimazione di distribuire semi e nutrienti in quantità variabile, adattando la dose alle caratteristiche di ogni porzione di terreno.
Il progetto in questione, ad esempio, consente, in una parcella argillosa, compatta e poco drenante, alla macchina di somministrare una quantità diversa rispetto a una parcella più sabbiosa e drenante. Questo consente di evitare accumuli eccessivi di nutrienti che le piante non riuscirebbero ad assorbire – con il rischio che vengano dilavati verso le falde – e, al tempo stesso, di non lasciare “affamate” le zone più povere. Le analisi del suolo, integrate in piattaforme digitali, restituiscono una fotografia dinamica della fertilità, guidando l’agricoltore verso decisioni più razionali e sostenibili.
INNOVAZIONE A ROCCA DI NETO, ARGRITECH HUB, IL CAMBIAMENTO CLIMATICO E IL FRONTE FITOSANITARIO
Sul fronte fitosanitario, il cambiamento climatico sta rendendo più frequenti e intensi gli attacchi di parassiti e patogeni, soprattutto lungo la fascia ionica, esposta a ondate di calore e sbalzi termici. Qui entrano in gioco i sistemi di allerta precoce: stazioni meteo connesse e modelli previsionali permettono di individuare le condizioni favorevoli allo sviluppo di specifici patogeni, per esempio quelli che colpiscono olivo, vite o agrumi.
Invece di effettuare trattamenti “a calendario”, a date fisse e su grandi superfici, l’agricoltore può intervenire solo quando i parametri climatici e fenologici indicano un rischio reale, limitando l’uso di fitofarmaci e privilegiando, dove possibile, strategie biologiche e integrate.
IL PROGETTO AGRITECH HUB A ROCCA DI NETO
Dentro questo scenario evolutivo si colloca il progetto “Agritech Hub – Innovazione Tecnologica in Agricoltura”, pensato come un vero ecosistema in cui la ricerca avanzata incontra il lavoro quotidiano nei campi.
L’idea di fondo è rendere accessibili tecnologie 4.0 – sensori IoT, droni, piattaforme digitali, intelligenza artificiale – anche a realtà agricole che, da sole, difficilmente potrebbero affrontare investimenti e formazione di tale portata. L’obiettivo generale è promuovere la sostenibilità economica e ambientale del settore primario, massimizzando la resa dei raccolti, riducendo l’uso di acqua, fertilizzanti e pesticidi e migliorando la tracciabilità lungo tutta la filiera “dal campo alla tavola”.
CHI GUIDA IL PROGETTO DI AGRITECH HUB
A guidare l’Hub c’è una rete di soggetti complementari. Il Gal Kroton, diretto da Natale Carvello, svolge il ruolo di coordinatore, mette in relazione aziende, istituzioni e mondo della ricerca, intercetta risorse e costruisce progetti integrati sul territorio. La Fondazione Pinta funge da ente formatore e di ricerca: al suo interno si progettano percorsi formativi per tecnici e agricoltori, si sperimentano nuove soluzioni, si elaborano linee guida da trasferire alle aziende. Accanto a questi attori lavorano partner tecnologici specializzati: Csda, realtà all’avanguardia nell’uso dei droni in agricoltura; società esperte di intelligenza artificiale applicata all’agrifood; PlantVoice e altri sviluppatori di software e produttori di sensoristica IoT.
L’AZIENDA DEI FRATELLI CARATOZZOLO
Il tassello agricolo “sul campo” è rappresentato dall’Azienda Agricola Fratelli Caratozzolo, con esperienza consolidata nella produzione di agrumi e ortaggi.
In questa fase l’Agritech Hub è concentrato sull’implementazione pratica e sul trasferimento di competenze. Nei campi vengono installate reti di sensori al suolo, capaci di misurare in continuo umidità, temperatura, conducibilità e altri parametri critici.
Stazioni meteo connesse, posizionate in punti strategici, raccolgono dati su pioggia, vento, radiazione solare e umidità dell’aria, alimentando piattaforme di analisi che forniscono all’agricoltore grafici, mappe e indicatori di rischio. Droni dotati di camere multispettrali sorvolano periodicamente le colture, generando mappe di vigore vegetativo: zone più “verdi” e vigorose, macchie più “spente” che segnalano stress idrico, carenze nutritive o attacchi di parassiti ancora invisibili all’occhio umano.
ROCCA DI NETO, IL DIGITAL LAB & ACADEMY
Parallelamente prende forma un Digital Lab & Academy, spazio fisico e virtuale dedicato alla formazione continua. Qui si organizzano workshop in cui gli agricoltori imparano a usare le nuove strumentazioni e, soprattutto, a interpretare i dati. Il vero salto di qualità avviene quando chi lavora la terra sa leggere grafici, mappe e serie storiche e tradurle in scelte operative.
Tutti questi elementi trovano una concreta incarnazione nell’inaugurazione, presso l’Azienda Agricola Fratelli Caratozzolo di Rocca di Neto, del nuovo assetto tecnologico e del campo di volo per droni. Qui sensoristica IoT e droni di ultima generazione sono stati integrati in un modello operativo mirato: sensori nel terreno che dialogano in tempo reale con piattaforme cloud, droni che sorvolano agrumeti e ortaggi restituendo mappe dettagliate, sistemi di supporto alle decisioni che suggeriscono quando irrigare, dove intervenire con fertilizzanti, quali parcelle monitorare con più attenzione.
GLI EVENTI APERTI AL PUBBLICO
Un elemento centrale del progetto è l’apertura verso l’esterno. I responsabili operativi, Martino Barretta, Gianpiero Monterosso, Thomas Vatrano e Gianni Fabiano, hanno previsto eventi periodici aperti al pubblico: giornate dimostrative, visite guidate alle strutture, incontri in cui studenti, cittadini, amministratori e altri agricoltori potranno vedere i droni all’opera, conoscere le nuove strumentazioni e capire, con esempi concreti, come funziona un’agricoltura che coniuga tradizione e innovazione.
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