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Siamo nel 2025 e il grido di migliaia di pendolari calabresi che quotidianamente si spostano per lavoro, studio o necessità essenziali, continua a scontrarsi contro un muro di inerzia infrastrutturale. La mia esperienza, come quella di innumerevoli altri concittadini, è emblematica: il viaggio per prendere l’Alta Velocità (Italo o Frecciarossa) verso Roma da Cosenza si trasforma in un’odissea, costringendoci al precario spostamento verso la stazione di Paola. Non è solo un disagio, è un freno allo sviluppo socio-economico di un’intera regione.

Il Fardello Statistico del Pendolarismo e l’Anello Mancante Cosenza-Paola
La Calabria si trova in una situazione paradossale. Se da un lato l’Alta Velocità (AV) sulla direttrice tirrenica ha accorciato le distanze con il Nord, dall’altro, la mobilità interna è rimasta al palo, rendendo l’accesso all’AV stessa un ostacolo.

Quanti sono i calabresi in viaggio? I dati ISTAT sull’uso del treno in Italia mostrano che, pur non essendo una regione centrale, la mobilità interregionale è vitale. Se prima della pandemia i viaggi sui treni regionali superavano i 6 milioni al giorno, l’invecchiamento del materiale rotabile calabrese (età media dei convogli regionali superiore ai 18 anni nel 2022, un dato ben peggiore rispetto alla media nazionale) costringe i pendolari a viaggiare in condizioni disagiate e con ritardi cronici.

Il nodo Cosenza-Paola è il simbolo di questo fallimento intermodale. Migliaia di cosentini che usufruiscono dell’AV sono costretti a raggiungere Paola con mezzi privati, autobus navetta inadeguati o treni regionali lenti. In un’epoca in cui si parla di “Città metropolitane”, non avere un servizio ferroviario metropolitano veloce e cadenzato (ogni 30 minuti) tra il capoluogo e lo snodo AV più vicino è un insulto al buon senso. Il mancato raddoppio della linea, pur essendo in cantiere con la Galleria Santomarco, è un ritardo storico che si trascina da decenni, bloccando di fatto Cosenza.

I Nodi Infrastrutturali Strategici Dimenticati

La problematica si estende lungo tutta la dorsale:

  1. Tratta Lamezia Terme – Reggio Calabria: Questo è il tratto più critico e il più esteso in attesa di un vero progetto AV. Sebbene si parli di “Alta Velocità/Alta Capacità” (AV/AC), l’attuale linea è satura e vetusta. La mancanza di un progetto definitivo e pienamente finanziato significa che il Sud della Calabria resta tagliato fuori.
  2. La Ionica (Sibari – Reggio Calabria): Completamente ignorata dalla grande programmazione AV nazionale, la linea Ionica è essenziale per lo sviluppo della fascia orientale e non è stata adeguatamente potenziata (elettrificazione e raddoppio dove necessario), condannando intere province a una lenta agonia.
  3. Collegamenti Porta-a-Porta: Non si tratta solo di binari, ma di stazioni. I poli di interscambio (come Lamezia Terme Centrale, che è anche Aeroporto Internazionale) soffrono di una grave carenza di servizi integrati che colleghino treno, aeroporto e trasporto pubblico locale (bus urbani ed extraurbani).

Il motivo di questi ritardi non è solo tecnico, ma prevalentemente politico e finanziario. Il Sud ha sempre sofferto di una capacità di spesa e progettazione inferiore rispetto al Nord.

Lo Sviluppo Passa per la Mobilità Avanzata e Sostenibile

Vogliamo renderci conto che lo sviluppo di un territorio si basa su tecnologie di trasporto avanzate? La competitività di un’area si misura sulla sua accessibilità. Infrastrutture moderne significano:

  • Attrattività per le Imprese: Logistica più rapida ed efficiente.
  • Contrasto all’Emigrazione: Possibilità di lavorare al Nord o Centro Italia restando residenti in Calabria.
  • Turismo Sostenibile: Flussi turistici più rapidi e gestibili.

Senza collegamenti veloci, intermodali e accessibili, la Calabria continuerà a essere percepita come marginale e lontana dai centri nevralgici del Paese e dell’Europa.

Conclusioni: Strategia e Diritto alla Mobilità

È tempo che il Governo regionale e nazionale mostrino una visione più strategica e pensante sullo sviluppo sostenibile. Questo non riguarda solo il completamento dell’AV (che deve essere una priorità non negoziabile), ma anche l’adozione di una seria politica di impiego gratuito o fortemente agevolato dei mezzi pubblici e dell’alta velocità per i pendolari. La mobilità non deve essere un lusso, ma un diritto costituzionalmente garantito.

Ci aspettiamo un cambio di passo immediato, dove la capacità di progettazione e spesa non sia più il tallone d’Achille del Sud. Immagino che, dopo questo articolo, qualcuno scoprirà l’acqua calda, ma va bene! L’importante è che la pressione civica non si fermi, finché la Calabria non avrà l’infrastruttura che merita.

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