2 minuti per la lettura
Il Ponte sullo Stretto entra nella campagna elettorale per le regionali in Calabria con i due principali candidati Roberto Occhiuto e Pasquale Tridico esattamente agli antipodi
La questione Ponte sullo stretto è stata tra gli argomenti al centro del confronto tra i candidati alla Presidenza della Regione Calabria andato in onda su SkyTg24. Per il candidato del centrodestra, Roberto Occhiuto, “il ponte è stato già un attrattore di altri investimenti. Per trent’anni la Calabria ha ricevuto un solo miliardo sulla SS 106, negli ultimi quattro anni il Governo nazionale ha investito 3,8 miliardi già spesi su gare e cantieri da aprire a breve, per la stessa autostrada e la trasversale delle Serre. Sul ponte sullo Stretto ho detto al Governo e al ministro Salvini che sarebbe stato ridicolo avviare i lavori se prima i cittadini non avessero visto l’impegno sui collegamenti interni”.
Il candidato per l’area progressista, Pasquale Tridico, ha detto invece che “il Ponte sullo Stretto non è un’assoluta priorità, mancano ponti, strade, ci sono paesi isolati dalla Sila alla costa ionica, l’alta velocità arriva fino in Campania, sulla 106 continuano a morire persone. Reggio Calabria, con Bari e Napoli, può dare vita ad un Mezzogiorno federato per far partire lo sviluppo nel Sud. E pensiamo, invece, ad unire due coste? Al di là dei problemi sismici e delle devastazioni ambientali, Salvini vorrebbe pure farlo pagare con i soldi dei calabresi”.
DAL PONTE SULLO STRETTO ALLA ‘NDRANGHETA LE POSIZIONI DI OCCHIUTO E TRIDICO
Infine, sulla lotta alla ‘Ndrangheta: “Un patto di legalità per arginare un problema che attanaglia i cittadini, a partire dal non costruito, un segnale della criminalità che pervade anche le amministrazioni quando bisogna ottenere le licenze. La collaborazione preventiva con le Procure sarà fondamentale per gli appalti e le concessioni specialmente in sanità”, ha detto Pasquale Tridico. “L’impegno per la legalità lo abbiamo già dimostrato con le banche dati regionali trasmesse alla Dia e alle aziende sanitarie e ospedaliere”, ha commentato Roberto Occhiuto. “Così come è stato fatto per i finanziamenti legati ai grandi ospedali, con un’apposita direzione generale dentro il ministero dell’interno, e investendo tante risorse sui beni confiscati”.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA