Roberto Occhiuto
2 minuti per la letturaDopo aver sparigliato le carte con l’annuncio delle dimissioni il presidente della Regione Roberto Occhiuto passa all’attacco e punta il dito contro l’opposizione
REGGIO CALABRIA – «In un Paese civile nessuno si dimette per un avviso di garanzia. Ma le inchieste della magistratura non vanno utilizzate come clava politica per sconfiggere un avversario che non si riuscirebbe a sconfiggere elettoralmente». Lo sottolinea il governatore regionale dimissionario della Calabria Roberto Occhiuto durante la kermesse di Forza Italia ‘Le radici del sud’ a Villa San Giovanni.
“Dopo l’avviso di garanzia nel mio palazzo della Regione nessuno firmava più niente o si assumeva responsabilità, un po’ per timore e un po’ perché mi ritenevano un presidente azzoppato – aggiunge Occhiuto -. L’opposizione per quattro anni è stata quasi disperata, perché sapeva che era impossibile battermi, e ora come sciacalli pensano che un’inchiesta giudiziaria possa fare quello che loro non erano riusciti a fare, ovvero indebolirmi, dimezzarmi e sconfiggermi”.
OCCHIUTO CONTRO L’OPPOSIZIONE E L’USO DELLE INCHIESTE PER ATTACCARLO
«Ho grande rispetto per la magistratura – ha sottolineato -. Ho lavorato a fianco di tanti procuratori della Repubblica che mi hanno dato una mano su tanti dossier e ho trovato sempre grande collaborazione istituzionale. Ma è chiaro che nessuno di noi ha l’immunità e a volte chi amministra può essere indagato. Se qualcuno pensa di essere una persona perbene e aver governato sempre con rigore assoluto non deve temere nulla. Meno che mai le inchieste della magistratura: queste però non vanno utilizzate dagli sciacalli».
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«La storia non è stata scritta dagli elettori, ma da vicende che sono state strumentalizzate per ottenere risultati che per via elettorale non sarebbero arrivati. Io lascio liberi i calabresi di decidere e sento la loro fiducia per un nuovo mandato. Abbiamo fatto un sacco di riforme in Calabria e non possiamo fermarci né consentire che, anziché dei problemi della regione, si parli di queste cose: per troppe volte la politica è stata succube delle inchieste giudiziarie ma non per responsabilità dei magistrati, bensì di chi ha utilizzato tali inchieste per fare cattiva politica», ha concluso.
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