Giuseppe Idà
3 minuti per la letturaGiuseppe Idà lascia l’incarico di sindaco, ringrazia quanti hanno manifestato solidarietà e rilancia: «Sono estraneo alle accuse»
ROSARNO – «Cari Concittadini, pochi minuti fa ho rassegnato le dimissioni dalla carica di Sindaco della nostra amata Città. Volevo ringraziare ognuno di voi per il sostegno e la fiducia che in questi anni di amministrazione mi avete sempre accordato e che non ho MAI, nemmeno per un istante, tradito.
Un ringraziamento particolare va ai consiglieri comunali e agli assessori che hanno condiviso con me la responsabilità di amministrare Rosarno. Un sentimento di gratitudine mi sento di rivolgerlo anche ai dipendenti comunali, dei quali ho avuto modo di apprezzare le qualità e l’impegno».
Con sentenza n. 1052/2024 del 20 novembre 2024, il Tribunale di Palmi ha assolto Giuseppe Idà perché i fatti non sussistono. L’assoluzione è definitiva dal 4 luglio 2025.
Con queste parole Giuseppe Idà annuncia dal proprio profilo Facebook la decisione di lasciare la carica di primo cittadino di Rosarno. Decisione assunta dopo l’Operazione Faust (LEGGI) coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Idà è accusato di avere accettato la promessa di voti dalla cosca Pisano. In cambio ci sarebbe stata l’assegnazione al consigliere comunale Domenico Scriva, dell’assessorato ai lavori pubblici o, comunque, dell’attribuzione di un altro incarico di prestigio.
Negli scorsi giorni aveva ottenuto una attenuazione della misura cautelare a suo carico. Passata dagli arresti domiciliari al divieto di dimora nel territorio comunale di Rosarno (LEGGI). Ora la decisione del primo cittadino di lasciare il proprio incarico al comune. Idà pubblica anche la lettera, indirizzata al segretario comunale Giuseppe Cleri, con cui formalizza le proprie dimissioni. Una lettera in cui, definendosi un “esiliato” rassegna le sue «formali e irrevocabili dimissioni da sindaco della città».
Nella missiva, l’ormai ex primo cittadino evidenzia la sua «consapevolezza – si legge nel testo – dell’assoluta estraneità ai fatti indecorosi che mi vengono contestati». Aggiunge di «aver interpretato il ruolo di sindaco con abnegazione, con generosità e sacrificio». E di non aver «mai, in nessun momento ed in nessuna circostanza, perseguito interessi diversi da quelli del bene pubblico, insieme ai consiglieri ed assessori che mi hanno accompagnato in questa esperienza amministrativa».
Idà puntualizza che «la mia esperienza alla guida della città può ritenersi conclusa. Dal 18 gennaio il mio unico pensiero è quello di salvaguardare la serenità della mia famiglia e di dimostrare la mia totale estraneità al reato che mi viene contestato». Una esperienza politica comunque chiusa. Idà annuncia, infatti, che «tornerò alla mia vita, alla mia professione, ai miei affetti che per troppo tempo ho trascurato nel tentativo di “Cambiare” in meglio il nostro territorio».
Auspicando che «i 4 anni alla guida della città non si disperdano a causa di questo terribile incidente» l’ex sindaco di Rosarno manifesta il rammarico «di chi è stato ingiustamente privato della libertà per la sola colpa di essersi impegnato per il proprio Paese».
In conclusione, ringraziando quanti «in questi giorni hanno manifestato fiducia nel mio operato» Idà aggiunge che «molto è stato fatto, ancora tanto rimane da fare. Confido che anche la mia vicenda possa smuovere le coscienze delle tante persone perbene che ancora stanno ai margini della vita pubblica e che hanno il dovere di impegnarsi per evitare che la nostra Calabria torni ad essere un luogo senza speranza»
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