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La rubrica del Quotidiano… la Posta dell’estate: le vostre domande, le nostre risposte… il tema di oggi: Ho visto me che bacio lui. Come la affronto la cosa ora?


LE VOSTRE DOMANDE ALLA POSTA DELL’ESTATE: Ho visto me che bacio lui. Come la affronto la cosa ora?

Caro Quotidiano, sono un giovane uomo. Giovane nella moderna accezione del termine, ho più di quarant’anni in un mondo legato alla realtà, cognitiva e linguistica, sarei un uomo maturo. Ma sono giovane. Di bell’aspetto, ci tengo, porto completi stretti, attillati, gioco a tennis e padel, non disdegno la corsa, libero professionista, di agiata famiglia di liberi professionisti. Ho una fidanzata, storica, un po’ più giovane di me ma non abbastanza da non sentire il ticchettio delle tube ovariche, che vorrebbe essere impalmata, davanti a un prete possibilmente, ma a questo punto anche un ufficiale civile, e poi portata a mangiare con molte persone a seguito in una “splendida cornice” con vista mozzafiato. Vorrebbe vestirsi di bianco, «prima che sia troppo ridicolo farlo». Onestamente non lo è già?

Di formazione liberale, non comunisti che abbiamo la terra e questa idea che sia di tutti non ha mai convinto i miei avi, non tanto da fare di noi latifondisti della peggior specie, ma insomma degli illuminati padroni, che concedono ferie e permessi premio. Persone perbene, così ci piace definirci. Cattolico per conseguenza di battesimi e comunioni imposte dal “si fa così”, non praticante, ma neanche agnostico. Galleggio in un sano e giusto mare di qualunquismo che si eleva ad altro grazie a qualche citazione, ricordi di libri letti, viaggi, musica scelta tra i trend di nicchia. Atteggio.

Vivevo sereno e così avrei continuato finché non è arrivato lui. L’amico di un amico. Bello, bellissimo, giovane, ma per davvero. Mi sfiora le mani. Mi guarda come se non ci fossi che io. E mi dice «vivo dei tuoi respiri». Ma io ho smesso di respirare. Travolto dall’onda sto annegando. Come lo affronto questo nuovo me a cui piace, da impazzire, un uomo. Un giovane uomo. Io che sono un maschio etero bianco, stanco, a questo punto.

Jack Twist, Giacomo, nella vita vera


LA NOSTRA RISPOSTA

“Forse che quella che chiamiamo rosa cesserebbe d’avere il suo profumo se la chiamassimo con altro nome?”. L’amore è amore, caro maschio (ex?) etero bianco o altro non ha importanza. Per cosa anneghi? La paura di scoprirti gay o bisessuale quando credevi che i ruoli fossero ormai definiti? Perché da vero moderno liberal in fondo nella cultura woke mica ci credi, cioè ho tanti amici gay ma. Il pride signora mia, giusto manifestare per i diritti, ma che baracconata. Troppa spettacolarizzazione neh. Che poi mica lo fanno un pride per gli etero. E banalità sciorinando? Di cosa hai paura, per davvero? Affrontare la fidanzata storica che si vuole sposare e avere figli?

La famiglia che da liberal, finché i liberal non siamo noi, ti vuole, ti ha creato, ti ha impostato e mi sembra di capire, aver reso la vita facile, perché tu poi camminassi in un certo binario. Quello impostato da loro, of course. Ma con amore. E cioè
fare il giovane fighetto che a un certo punto mette i sensi, si sposa, fa un figlio che chiamerà come papà e garantisce la prosecuzione della razza. Che io la capisco la paura e lo smarrimento.

L’incertezza. Il mondo reale nel quale lo spicchio di diritti che abbiamo conquistato si stringe sempre di più. L’omofobia che impazza. Giovani ragazzi pestati a sangue solo perché si tenevano per mano. Genitori che massacrano figl* perché scoprono che sono omosessuali.
L’ostracismo. L’abiezione. L’isolamento sociale. L’odio, solo perché si ama. L’orientamento sessuale non è una scelta. Non si sceglie cosa essere (anche perché siamo onesti nessuno avrebbe scelto un orientamento tuttora esposto a difficoltà e complessità), piuttosto si decide come vivere ciò che si percepisce.

Ah ci tengo a sottolineare che ogni consiglio può essere prodotto solo da chi lo offre, me in questo caso. Che non ho la verità in tasca e neanche da nessuna altra parte. Ma sono abbastanza egocentrica da dirti qualcosa. Ho anche rivisto quell’immenso capolavoro che è I segreti di Brokeback Mountain, da cui la tua firma. Solo mi auguro per voi un futuro migliore, qualunque esso sia. E quindi. Parti dall’inizio. Da te.

Non sei uno sprovveduto adolescente senza mezzi, economici, sociali, culturali, hai modo e maniera per capire chi sei, cosa vuoi e forse liberarti dalla zavorra dei pregiudizi. Non so io fossi in te inizierei un percorso di riappropriazione di un orientamento che, per svariati motivi, potrebbe essere stato nascosto, allontanato, negato o rifiutato.
In ogni caso sappi che qui si fa il tifo per te.
«Strappiamo via così tanto di noi per guarire in fretta dalle ferite che finiamo in bancarotta già a trent’anni», lo dice il padre di Elio in “Chiamami con il tuo nome” di Luca Guadagnino. Vuol dire di arrenderti all’amore, alla sua forza. L’amore non ha genere.



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