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CATANZARO – Il Tribunale ordinario di Catanzaro, sezione Gip-Gup, ha disposto la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari nei confronti di Gaetano Emanuele, alla luce delle sue attuali condizioni di salute.

L’uomo è ritenuto a capo dell’omonimo clan operante nell’area delle Preserre Vibonesi. E’ indagato nell’ambito dell’operazione antimafia “Jerakarni”, una delle importanti inchieste condotte dalla Direzione distrettuale antimafia.

La decisione del Tribunale riguarda esclusivamente la misura cautelare e le condizioni di salute dell’indagato, senza incidere sul procedimento penale in corso. Il provvedimento, firmato dal giudice Giovanni Strangis il 12 agosto 2026, è arrivato dopo l’istanza presentata dalla difesa dell’indagato, nella persona dell’avvocato Giuseppe Di Renzo. Dalla documentazione sanitaria acquisita agli atti dalla quale emerge un quadro sanitario che richiede particolari attenzioni e specifiche esigenze di cura e assistenza. Queste sono state ritenute allo stato attuale difficilmente conciliabili con la permanenza in carcere.

I sanitari hanno evidenziato la necessità di garantire all’indagato adeguati controlli medici, terapie e condizioni di assistenza compatibili con il suo stato di salute. Nel contesto carcerario, secondo quanto riportato nella documentazione, tali esigenze non potrebbero essere assicurate pienamente.

Alla luce delle valutazioni sanitarie, il giudice ha quindi ritenuto sussistente una temporanea incompatibilità con il regime carcerario, disponendo la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari.

Gaetano Emanuele dovrà rimanere presso il domicilio individuato nel provvedimento, senza potersi allontanare senza preventiva autorizzazione dell’autorità giudiziaria. È inoltre previsto il divieto di comunicare con persone diverse da quelle con cui coabita o che lo assistono. Il provvedimento stabilisce che il trasferimento dalla Casa circondariale avvenga secondo le modalità indicate dall’autorità giudiziaria e affida alla polizia giudiziaria territorialmente competente la vigilanza sull’esecuzione della misura.

La nuova misura cautelare resterà in vigore fino a quando le condizioni di salute dell’indagato non consentiranno, eventualmente, una diversa valutazione da parte dell’autorità giudiziaria.

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