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AVELLINO – Un vero e proprio fiore all’occhiello per il Cimarosa. E’ l’organo Tamburini, oggetto di un lavoro di restauro durato quattro anni, presentato ieri mattina nel corso di una conferenza di stampa alla presenza del Presidente del Cimarosa Luca Cipriano, del presidente della Provincia Domenico Biancardi, del direttore del Conservatorio Carmelo Columbro, del Maestro d’Organo Giorgio Muto. E’ Luca Cipriano a ricostruire la storia dell’organo «realizzato negli anni ‘70 dalla Pontificia Fabbrica d’organi del Comm. Giovanni Tamburini, una delle più rinomate ditte organarie italiane, basti pensare che la stessa ditta ha realizzato, tra gli altri, anche l’organo della Basilica San Pietro e quello del Duomo di Milano. Quattro anni fa l’avvio dell’iter per il restauro in collaborazione con l’allora direttore, il Maestro Carmine Santaniello, affidando la progettazione e la supervisione dei lavori al M° Francesco Bravo, in quegli anni docente di organo presso il “Cimarosa”.

Ad eseguire gli interventi la ditta “Alessio Lucato” di San Martino di Lupari (Padova) Lo scorso 3 giugno, con l’apertura agli spostamenti tra le regioni post-lockdown, l’organo è ritornato nella sua sede e dopo due settimane di lavoro è stato montato e posizionato sul palco dell’Auditorium. Non possiamo che essere orgogliosi di aver restituito al Conservatorio e alla città di Avellino uno strumento così importante. Ha un valore di 400.00 euro ed è certamente la nostra risorsa più preziosa. Un ritorno che si carica di un valore forte e segna la riapertura del Cimarosa dopo l’emergenza. Il Conservatorio, tra le Università della Musica più grandi del Sud con i suoi 1200 studenti, non si è mai fermato, ha attivato lezioni ed esami on line e sedute di laurea in modalità digitale. Abbiamo cercato di resistere e abbiamo retto bene. Nei giorni scorsi sono stati riaperti anche gli uffici, la segreteria, la Biblioteca, con la possibilità per i docenti di accedere agli spazi. D

iventa difficile organizzare eventi nell’auditorium nel rispetto delle norme di sicurezza, non potremo superare i 200 spettatori ma non disperiamo. Speriamo, comunque, di ripartire presto con l’attività artistica, magari in spazi all’aperto in collaborazione con Provincia e Comune e di cominciare a riprogrammare la stagione a settembre. E’ quindi il direttore Columbro a illustrare i lavori che hanno caratterizzato l’orano«È stata costruita una nuova cassa di risonanza in tavole di abete massiccio, sono stati sostituiti i somieri e la consolle, sono state costruite le meccaniche di trasmissione per tastiere e pedaliera, oltre alla fornitura di una centralina elettronica per la trasmissione dei registri e combinazioni e di altre canne per completare la disposizione fonica. Prima dei lavori l’organo era a trasmissione elettrica e contava diciotto registri distribuiti nei due manuali e pedaliera, oggi è a trasmissione meccanica per tastiere e pedaliera ed elettronica per il comando dei registri, così come era originariamente». Largo 6.5 metri, alto 4.5 metri e profondo 2.07 metri oltre alla consolle, conta due tastiere con 56 note, una pedaliera con 30 note, 29 registri reali (14 al G.O., 10 al Pos/Espr. e 5 al pedale) e ben 1.704 canne in stagno, rame e legno di abete. Soddisfatto il M° Francesco Bravo, ritornato ad Avellino nei giorni scorsi per seguire da vicino il montaggio dell’organo sul palco dell’Auditorium: «Abbiamo restituito a questo strumento il suo antico splendore. È stato fatto un lavoro minuzioso e scrupoloso per riportarlo a come era alle origini. Non insegno più in questo Conservatorio, ma ritengo che sia un vanto per l’Istituto avere un organo “Tamburini”, che potrà consentire anche agli studenti di poter suonare dalla musica barocca a quella moderna».

E’ quindi il presidente della Provincia Biancardi a sottolineare come “notizie come queste ci fanno ben sperare per il futuro dei territori. L’organo diventa simbolo della capacità della musica e della cultura di unire, del desiderio dell’Irpinia di ripartire, scommettendo sulla cultura. Speriamo di farlo risuonare quanto prima nel corso di un concerto. Per rilanciare la nostra terra la comunicazione è fondamentale, è importante raccontare l’Irpinia. Questi mesi estivi rappresentano un’oppportunità per le aree interne, se è vero che pochi italiani sceglieranno di trascorrere le vacanze all’estero. Di qui la scommessa di puntare sulla cultura per rilanciare l’Irpinia, istituzionalizzando iniziative perchè non durino lo spazio di un mese, inserendole in una programmazione regionale». E’ quindi Muto a porre l’accento sulle modifiche che hanno caratterizzato l’organo che “oggi si configura come uno strumento rinascimentale-barocco, capace di timbri assolutamente unici”. A prendere parte all’incontro anche il Maestro Massimo Testa, in rappresentanza dei docenti e Annamaria Fusco del Miur.

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