3 minuti per la lettura
Poggioreale neutralizzato un sofisticato drone europeo diretto al carcere. L’Uspp: «Dietro c’è la criminalità organizzata. Servono più agenti e tecnologie anti-droni».
Un drone di grandi dimensioni, di fabbricazione europea e del valore stimato di circa 10mila euro, neutralizzato dai sistemi di difesa della Polizia Penitenziaria nel carcere di Napoli Poggioreale. A bordo del velivolo trovati un chilogrammo di stupefacenti (hashish, cocaina e marijuana), un bilancino di precisione e 15 smartphone completi di cavi e alimentatori.
L’operazione, resa nota dall’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria (Uspp), conferma la crescente sofisticazione dei tentativi di eludere i controlli all’interno degli istituti di pena.
IL DRONE INTERCETTATO E IL CARICO SEQUESTRATO
Il drone intercettato mentre sorvolava l’area penitenziaria, prima di raggiungere le recinzioni interne. Gli agenti hanno bloccato il velivolo con i sistemi anti-droni attivi nel carcere, evitando che il carico illecito potesse essere recuperato da detenuti o da persone all’interno della struttura.
Nel “pacco” trasportato dal drone gli inquirenti hanno rinvenuto circa 1 kg di sostanze stupefacenti, tra hashish, cocaina e marijuana. Un bilancino di precisione, presumibilmente destinato al frazionamento della droga. 15 smartphone nuovi, completi di accessori per la ricarica e il collegamento.
Secondo le prime ricostruzioni, il materiale era destinato ad alimentare il mercato interno di cellulari e stupefacenti, con ogni probabilità per conto di gruppi legati alla criminalità organizzata.
USPP: «GUERRA HI-TECH NELLE CARCERI, SERVE PERSONALE»
A commentare l’accaduto sono intervenuti il presidente nazionale dell’Uspp, Giuseppe Moretti, e il segretario regionale Ciro Auricchio, che hanno espresso apprezzamento per l’azione della Polizia Penitenziaria ma hanno anche lanciato un allarme sulla situazione negli istituti di pena.
«Sono sempre più sofisticati i tentativi di eludere i sistemi di controllo all’interno degli istituti penitenziari», hanno dichiarato i due sindacalisti, sottolineando che «l’uso di un drone di notevoli dimensioni e con alta tecnologia avanzata per trasportare un carico pesante non può essere sottovalutato, perché ormai non c’è dubbio che dietro questo fenomeno ci sia la criminalità organizzata».
L’Uspp ricorda che da tempo è in atto una vera e propria “guerra hi-tech” nelle carceri: il personale svolge un lavoro quotidiano di enorme importanza, ma per fronteggiare una complessità crescente servono strumenti tecnologicamente avanzati, sistemi anti-droni più efficaci, formazione specifica e, soprattutto, un rafforzamento della pianta organica.
POGGIOREALE, IL DEFICIT NEL PERSONALE
A Poggioreale, secondo il sindacato, il deficit di organico è di circa 200 unità: «Solo con grande spirito di sacrificio si riesce a mantenere l’ordine e la sicurezza interna nelle carceri», hanno aggiunto Moretti e Auricchio.
ESCALATION DRONI SU POGGIOREALE
L’episodio non è isolato. Il carcere di Poggioreale, nelle ultime settimane il carcere di Poggioreale più volte al centro di operazioni legate all’uso di droni per introdurre droga e telefoni.
A settembre, ad esempio, i Carabinieri avevano arrestato tre persone, tra cui un 40enne di Boscoreale già noto alle forze dell’ordine, sorpreso con un joystick in mano e un drone pronto al decollo, equipaggiato con nastro isolante e filo da pesca.
Ancora a settembre, la Polizia Penitenziaria aveva intercettato e abbattuto un altro drone diretto a Poggioreale, con a bordo un iPhone di ultima generazione e 150 grammi di hashish.
Già a febbraio, il servizio anti-droni della Penitenziaria aveva neutralizzato un velivolo con droga e cellulari, arrestando due “piloti” sorpresi sul tetto di un edificio di fronte al carcere e sequestrando due droni, 15 smartphone e varie sostanze stupefacenti.
DRONE SU CARCERE, LE INDAGINI PER RISALIRE AI MANDANTI E DESTINATARI
Sul drone sequestrato negli ultimi giorni sono in corso approfondimenti tecnici per ricostruire percorsi di volo, punti di decollo e possibili collegamenti con precedenti intercettazioni. Le indagini, coordinate dalla magistratura competente, mirano a identificare i responsabili dell’operazione e, soprattutto, i mandanti e i destinatari interni del carico.
Nel frattempo, l’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle carceri campane e sulla necessità di potenziare sia le dotazioni tecnologiche sia l’organico della Polizia Penitenziaria, in un contesto in cui la criminalità organizzata sembra aver fatto della “logistica hi-tech” uno dei suoi nuovi campi di investimento.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA