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NAPOLI – Ancora tutta in salita la strada del dialogo tra M5s e Pd per arrivare a candidati comuni alle prossime regionali di primavera, in particolare in Campania e Ligu – ria. Oggi il capo politico reggente dei Cinque Stelle, Vito Crimi, convoca in due riunioni distinte i parlamentari e i facilitatori delle singole regioni per fare il punto sul da farsi. Molte però le contraddizioni ancora da sciogliere all’interno del Movimento, tanto che secondo alcuni “pontieri” i Cinque Stelle avrebbero chiesto al Pd altro tempo, addirittura sino a marzo, per trovare eventuali proposte unitarie. Richiesta che sarebbe stata respinta al mittente: aspettare ancora – replicano i dem – vorrebbe dire perdere le Regioni senza nemmeno combattere. Sulla carta ci sarebbero già due candidature che potrebbero essere accettate da tutti: Ferruccio Sansa in Liguria e il ministro Sergio Costa in Campania. Bisogna però ricordare che la piatta – forma Rousseau ha già votato due nomi interni, Alice Salvatore in Liguria e Valeria Ciarambino in Campania. In maniera speculare anche il Pd avrebbe ovviamente pronti i propri candidati: in Liguria si parla di Andrea Orlando e Roberta Pinotti, in Campania del governatore uscente Vincenzo De Luca. Proprio lui sarebbe disposto a un passo indietro solo se il suo sacrificio fosse inserito in una strategia nazionale. Fonti M5s riferiscono inoltre che se si dovesse arrivare a un’intesa con il Pd sui due candidati “civici” unitari, questi dovrebbero passare dal voto di Rousseau. Ma anche in questo caso non sareb – be chiaro se debbano partecipare al voto solo gli iscritti delle due regioni o tutti, al livello nazionale. Grandi manovre anche nel centrodestra, dove il dibattito verte però più sulle comunali dell’anno prossimo. Matteo Salvini, sempre più concentrato alla conquista del Campidoglio, non passa giorno che non attacchi la giunta Raggi e non faccia riferimento alle emergenze della Capitale, dai trasporti alla sicurezza. Salvini è tuttavia consapevole che Roma è la città in cui Giorgia Meloni rivendica un ruolo di primo piano. Ancora uffi – cialmente nessuno propone nomi, tuttavia il leader della Lega lancia segnali agli alleati cercando di allargare il campo con la proposta di candidature civiche alle prossime comunali di Torino, Milano, Roma, Bologna. «Stiamo coinvolgendo professionisti e imprenditori che finora si tenevano lontano dalla politica. Proporremo persone – afferma a «La Stampa» – che non hanno necessariamente la tessera di partito in tasca». Fratelli d’Italia preferisce il no comment. Una mezza apertura arriva invece dal vicepresidente di FI, Antonio Tajani, se – condo cui l’obiettivo è candidare «sindaci vincenti». «Nessuna preclusione», quindi su civici o di partito. “L’importante – osserva – è che siano scelti di comune accordo per conquistare le città, ma soprattutto per dar vita ad un modello alter – nativo». Come dire, caro Salvini, parliamo di tutto, ma nell’ambito di un accordo di coalizione, senza alcuna fuga in avanti”.

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