Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Tempo di lettura 3 Minuti

FRATELLI d’Italia si o no? Tutti a cantare l’inno di Mameli da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus, ma se l’attenzione è stata – giustamente – concentrata sul Nord, il Sud è stato lasciato al suo destino. Autoproclamandosi rappresentante di tutto il Mezzogiorno, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha scritto una durissima lettera al premier Conte nonché al Ministro della Salute Speranza, al Ministro degli Affari Regionali Boccia e al Ministro per il Sud Provenzano.

“Non è arrivata in Campania neanche un’attrezzatura, al Sud sta per esplodere il contagio e conteremo i nostri morti”, la pesante accusa del governatore. Un modo per esercitare il legittimo pressing nei confronti del Governo, nello specifico delle forniture centralizzate tramite Consip, oppure per nascondere le criticità che si stanno registrando in alcune zone con ospedali pieni, terapie intensive stracolme e pochi dispositivi di protezione per i medici?

“I prossimi dieci giorni saranno da noi un inferno. Siamo alla vigilia di una espansione gravissima del contagio, al limite della sostenibilità. La prospettiva, ormai reale, è quella di aggiungere alla tragedia della Lombardia quella del Sud”, ha sbottato. Gli sforzi degli operatori sul campo, le strutture in costruzione in questi giorni, il sostanziale rispetto del divieto di uscire di casa, potrebbero non essere sufficienti. De Luca, anticipatore con le sue ordinanze di tanti provvedimenti poi assunti dal Governo, non vuol farsi trovare impreparato. Ma scarica sul Governo centrale. Al Sud, isole comprese, i contagiati sono circa 5mila sul totale nazionale di 58mila. “Dobbiamo registrare il fatto che dal punto di vista delle forniture essenziali per il funzionamento dei nostri ospedali, in queste settimane da Roma non è arrivato quasi nulla. Zero ventilatori polmonari; zero mascherine P3; zero dispositivi medici di protezione. A fronte di un impegno ad inviare in una prima fase 225 ventilatori sui 400 richiesti, e 621 caschi C-PAP, non è arrivato nulla. Permanendo questa nullità di forniture, non potremo fare altro che contare i nostri morti”, la sua uscita tranchant come suo consueto linguaggio senza peli sulla lingua.

Dai Cinquestelle è arrivata la replica: “Dai dati aggiornati al 24 marzo risulta che in Campania siano state consegnate 93mila Dpi Fffp2/Ffp3 e 198mila mascherine chirurgiche. Riguardo ai ventilatori sempre i dati della protezione civile indicano che al 24 Marzo sono arrivati in Campania 15 ventilatori, di cui 5 per terapia intensiva, 8 da trasporto e 2 domiciliari. A queste attrezzature si aggiungeranno quelle acquistate da Consip in arrivo tra pochi giorni”. L’opposizione di centrodestra pur raccogliendo l’appello di De Luca, ha chiesto la nomina di un commissario all’emergenza in Campania.

Dalla Puglia il presidente Michele Emiliano si è messo sulla stessa linea con un’amara confessione. “Sto facendo il “contrabbandiere” sia per le mascherine che per i ventilatori. Mi stanno aiutando i governatori di alcuni stati cinesi con cui avevo rapporti istituzionali da tempo”. Quanto ai numeri di giornata, ieri più vittime ma anche più guariti. Sono stati superati i 7mila morti per Coronavirus (ieri 683 a fronte dei 743 di martedì). Sono 57.521 i malati, con un incremento di 3.491. Il numero complessivo dei contagiati – comprese vittime e guariti – ha raggiunto i 74.386.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA