L'Ad di Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci
1 minuto per la letturaDopo il parere del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici che ha prescritto una serie di approfondimenti in relazione alla fattibilità del Ponte, l’Ad di Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, tranquillizza rimarcando che «si tratta di interventi già previsti»
ROMA – L’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, fa il punto sul recente parere sul progetto del Ponte sullo Stretto emesso negli scorsi giorni da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il massimo organo tecnico consultivo del Paese.
Per l’ad della società responsabile della realizzazione del Ponte «la stragrande maggioranza delle prescrizioni confermano le raccomandazioni del Comitato Scientifico, l’organo indipendente previsto dalla legge. Si tratta di temi sui quali stavamo già lavorando, perché avevamo già previsto una serie di approfondimenti da sviluppare in fase di esecutivo».
Di conseguenza, «trattandosi di temi a noi già noti e sui quali erano già previsti i doverosi approfondimenti che una progettazione esecutiva comporta, non prevediamo incrementi di costi rispetto ai 13,5 miliardi preventivati». Nessun cambio di programma, quindi, rispetto a quanto già preventivato. Una linea che Ciucci conferma anche per quanto riguarda i tempi di realizzazione. «Lo stesso discorso – sostiene infatti Ciucci – riguarda le tempistiche. Rimane fermo l’obiettivo dell’apertura al traffico nel 2034».
In conclusione, l’amministratore delegato di SdM ricorda che «a quest’Opera lavorano da anni i massimi esperti nella progettazione e costruzione di ponti sospesi. All’estero vedono il Ponte come un banco di prova per il Paese. Cerchiamo tutti insieme di raggiungere l’obiettivo».
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Partite appena possibile ile grazie
Finalmente un parere sensato ed utile veramente quello da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Personalmente incomincerei a pensare al raddoppio quando ci si renderà conto che un ponte solo non basta. Come sul Bosforo ci vorrà un collegamento magari dal carattere più urbano, senza la linea ferroviaria e che si potrebbe snodare fra Reggio Calabria e Messina direttamente con tre o quattro piloni uno o due dei quali su isola/e artificiale/i.
Non riuscirò mai a capire come ci possa essere sviluppo e lavoro per i giovani specie al Sud senza questo tipo di investimenti.
Speriamo non ci siano altri intoppi burocratici.
Stanchi di aspettare gli inizi dei lavori di questa opera straordinaria, che porterà la Sicilia la Calabria e tutto il Sud
ad avere i fari puntati da tutto il Mondo.