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La cultura pop contamina le diverse forme d’arte, ad esempio, fumetto e musica: entrambi i linguaggi vivono di ritmo
La Cultura Pop è contaminante. Non riesce mai a restare in un solco tracciato, ma erutta lanciando lapilli concettuali tra le varie forme d’arte, creando community sempre più interconnesse e attorcigliate tra di loro. Ad esempio Fumetto e Musica. Partiamo dal presupposto che entrambi i linguaggi vivono di ritmo, scansione temporale e suggestione evocativa: dove la vignetta organizza il tempo attraverso la sequenza visiva e lo spazio bianco tra le gabbie, la musica articola la durata attraverso la successione di note e silenzi.
I KISS NEL MONDO DEL FUMETTO
Non sorprende, dunque, che il fumetto e la canzone abbiano intrecciato i propri percorsi in innumerevoli occasioni. Basterebbe, a titolo esemplificativo e non certo esaustivo, raccontare le incursioni del celebre gruppo musicale dei Kiss nel mondo del fumetto. Il punto più alto dell’unione tra la band e la Nona Arte avviene nel 1977, quando la Marvel Comics (guidata da Stan “Il sorridente” Lee) pubblicò il Marvel Comics Super Special #1: KISS. Per lanciare l’albo con una mossa di marketing leggendaria e senza precedenti, i quattro membri del gruppo si recarono presso lo stabilimento di stampa Marvel ad Upstate New York, si fecero prelevare il sangue da un medico sotto la supervisione di un notaio e ne versarono una fiala nei tini d’inchiostro rosso destinati alla stampa del fumetto. O almeno così vuole la leggenda.
Nel fumetto, i KISS affrontano villain classici del mondo Marvel trasformandosi in veri e propri protettori della Terra dotati di superpoteri cosmici. Era solo l’inizio. In terra italica potremmo parlare della interlocuzione che ebbero Dylan Dog e Claudio Baglioni in occasione dell’uscita della canzone Le vie dei colori. Per celebrare l’evento uscì, nel 1996, come albo speciale allegato alla rivista musicale “TUTTO musica e spettacolo” disegnato da Claudio Villa (Non il cantante ma primo, mitico, copertinista di Dylan Dog) che conteneva un fumetto breve di 16 tavole il quale aveva come sceneggiatura il testo stesso della canzone di Baglioni. Strane convergenze. Ma è nel territorio della grafica musicale – in particolare sul quadrato di cartone da 31 centimetri per lato dei vinili – che questa convergenza ha trovato una delle sue espressioni artistiche e culturali più iconiche.
GLI ILLUSTRATORI PRESTATI MONDO DELLA MUSICA
Se in ambito italiano vediamo Hugo Pratt, creatore di Corto Maltese, prestare la propria arte al mondo della canzone d’autore con la musica di Sergio Endrigo per l’album Nuove canzoni d’amore (1989), altrettanto iconico è il sodalizio tra il maestro del tratto grottesco Andrea Pazienza e Roberto Vecchioni: la copertina di Hollywood Hollywood (1982), firmata da Pazienza con il suo stile dirompente e sfacciato, catturò lo spirito irriverente ed esuberante della scena cantautorale degli anni Ottanta. Sono solo esempi. Pazienza disegnerà anche per Enzo Avitabile, PFM (Premiata Forneria Marconi), Claudio Lolli, Gianni Nannini e altri.
Manara illustrerà, tra gli altri, La grande avventura, di Riccardo Cocciante. L’apice di questo connubio lo abbiamo con l’opera di un disegnatore italiano per il mercato internazionale. Per chiunque l’abbia vista è indimenticabile la cover di Frank Zappa – The Man from Utopia (1983), realizzata dal Michelangelo del fumetto italiano, Tanino Liberatore. Zappa scoprì l’arte di Liberatore sulle pagine della rivista Cannibale / Frigidaire e volle assolutamente che fosse lui a illustrare il suo album. Liberatore ritrasse Frank Zappa a torso nudo sul palco, trasformandolo in una sorta di RanXerox (Suo storico personaggio, ideato insieme a Stefano Tamburini) dal fisico monumentale: con una mano imbraccia la chitarra come un’arma e con l’altro scaccia una mosca usando uno scacciamosche rosa, mentre intorno a lui si scatena un pubblico caotico (con tanto di striscione in italiano).
Insomma, musica e fumetto vanno a braccetto, e trovano case nel cuore di tutti gli appassionati di cultura pop i quali ben sanno che la magia di questo universo culturale è che ogni scoperta ci porta in un altro mondo ricco di sorprese.
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