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Cosa c’entra il mito con la cultura pop? Tutto. Da Star Wars all’inconscio collettivo, il viaggio dell’eroe contemporaneo


In un’epoca in cui ciò che avviene nel piccolo e grande schermo ha un’influenza tale sul nostro reale, al livello che dopo l’Odissea di Nolan stanno per tornare di moda i telai a mano e le crociere spendibili in dieci comodi anni, le parole di Thomas Mann suonano come un monito: “Il mito è il fondamento della vita, lo schema senza tempo, la formula secondo cui la vita si esprime quando fugge al di fuori dell’inconscio”, che in un linguaggio più consono ad una terza fila d’ombrellone, orzata in mano e parmigiana sotto lo sdraio che si fredda al sole, indica quanto cercare di sfuggire alla dinamiche del mito sia come cercar di sfuggire ad un bacio sulla guancia delle zie dopo la prima comunione.

COSA C’ENTRA IL MITO CON LA CULTURA POP?

Cosa c’entra il mito con la cultura pop? Tutto. Il mito (dal greco mûthos, che significa “parola“, “racconto“, “discorso”) è una forma primaria e fondamentale con cui l’umanità organizza la propria comprensione del mondo. Il mito ha quattro funzioni: spiegare le cause, unire le persone in un’unica visione o comportamento, aiuta l’essere umano ad affrontare le paure inconsce, i traumi collettivi e infine una funzione cognitiva, cioè ordine nel caos.

Prima della nascita della scienza e della filosofia razionale (Lógos), il mito era la sola “mappa” a disposizione dell’uomo per dare un senso e un ordine al caos apparente dell’universo. Ora, come se steste facendo la settimana enigmistica, trovate le differenze con la cultura pop, che del mito è la natura evoluzione. Se il mito non è più lo strumento per le verità assolute, legate alla scienza, resta perfetto per le verità relative, cioè quelle che non si basano su assiomi scientifici ma si modellano attorno al nostro esistere, sul nostro io interiore.

La cultura pop, con le sue iperboli narrative semplificala la complessità del reale, fornisce mappe morali chiare (bene vs male, hybris vs umiltà) in un mondo reale sempre più caotico. Crea una comunità perché la passione per la stessa saga o per lo stesso universo narrativo crea legami identitari fortissimi, sostituendo in parte i vecchi riti di appartenenza tribale o religiosa. Esorcizzare la mortalità perché con storie che si rinnovano all’infinito, la cultura pop ci assicura che, anche se noi invecchiamo, i nostri simboli continueranno a vivere.

DA SUPERMAN A STAR WARS

La visione che Superman propone del mondo è la stessa, con le dovute evoluzioni, che era proposta nel 1938, alla sua nascita, perché si basa su criteri assoluti quali la giustizia, l’accoglienza, la bontà. Il messaggio che trasmette questo personaggio è lo stessa oggi di quando nacque, per il nonno oggi e per il nipote di ieri. Esattamente come nei miti greci. Nel mondo contemporaneo, la cultura di massa non ha cancellato il mito: ne ha preso le strutture profonde, le ha liberate dal recinto del “sacro” o del “classico” e le ha iniettate nel cinema, nelle serie TV, nella musica, nei videogiochi. Il mito oggi non si studia soltanto sui libri di scuola, si consuma e si vive quotidianamente.

Le saghe cinematografiche assurgono ad epos, cioè il poema epico: Star Wars di George Lucas, è l’esempio definitivo. Lucas ha deliberatamente applicato le teorie di Joseph Campbell, autore di L’eroe dai mille volti, per creare un mito moderno: la Forza (l’energia cosmica), i Jedi (i sacerdoti/guerrieri), la caduta e la redenzione di Anakin Skywalker (il mito di Edipo). La grande intuizione di Campbell è stata dimostrare che, al di là delle differenze culturali, geografiche o storiche, l’umanità ha sempre raccontato un’unica grande storia rendendola mito. Questo schema universale è stato da lui battezzato Monomito (termine preso in prestito dal Finnegans Wake di James Joyce).

Con Campbell, il mito diventa una mappa della psicologia umana (influenzata dagli archetipi dell’inconscio collettivo di Carl Gustav Jung): il viaggio esterno dell’eroe è la metafora del viaggio interno che ogni individuo compie per maturare e scoprire la propria identità. Il tutto mentre ci gustiamo il nuovo film della Marvel immergendo la mano in un porta pop-corn a forma di testa di Spider-Man. Che mito!

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