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Un francese di 46 anni fermato al porto di Bari viaggiava con a bordo tre missili Akeron da guerra, si è professato autorizzato dal ministero della Difesa francese ma il Gip dubita e dispone l’arresto
BARI – Arrestato un cittadino francese di 46 anni al porto di Bari dopo essere sbarcato dalla motonave Superfast, partita da Patrasso in Grecia. Durante i controlli, la Guardia di Finanza ha, infatti, scoperto nel suo furgone tre missili Akeron, conservati in contenitori per sistemi d’arma anticarro.
Gli accertamenti tecnici hanno confermato che si tratta di armi da guerra. Il gip ha, quindi, disposto per l’uomo la custodia cautelare in carcere. In sostanza, l’uomo proveniva dalla Grecia ed era appena arrivato al porto di Bari a bordo della motonave Superfast partita da Patrasso. I militari hanno trovato i missili conservati in alcuni contenitori utilizzati per il trasporto di sistemi d’arma anticarro.
Attraverso una nota l’avvocato difensore dell’uomo ha dichiarato che «il trasporto oggetto del procedimento era pienamente autorizzato dal Ministero della Difesa francese ed era destinato a una base Nato in Grecia. Il materiale trasportato è composto da modelli inerti, privi di qualsiasi capacità offensiva. La società Mbda France ha fornito documentazione tecnica e giuridica che chiarisce integralmente la regolarità dell’operazione».
L’uomo, quindi, avrebbe spiegato agli investigatori di essere un autista della MBDA France. Ossia la sezione francese del gruppo europeo MBDA leader nella progettazione e produzione di missili e altri sistemi da combattimento. Il cittadino francese avrebbe detto di essere stato incaricato dall’azienda di trasportare i missili in Grecia. L’obiettivo è essere sottoposti ad alcuni interventi di riparazione e manutenzione. L’uomo, supportato dai suoi legali, ha presentato i documenti commerciali e di viaggio in cui, nel 2025, il ministero della Difesa francese autorizzava MBDA France al trattamento del materiale bellico. Tuttavia, il giudice, avrebbe riscontrato alcune discrepanze tra timbri e date. Di conseguenza preferito trattenere l’autista francese in carcere in attesa di ulteriori accertamenti.
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