3 minuti per la lettura
Che qualcosa non abbia funzionato durante la seconda e terza ondata Covid adesso lo certificano i numeri dell’Istat: nel 2021 in Puglia ci sono stati 4.274 decessi di pazienti positivi, per un tasso standardizzato pari a 49 morti ogni 100mila residenti, tra i più alti in Italia. Più alto, ad esempio, della Lombardia (37), del Veneto (40), della Toscana (36), del Piemonte (27). Un numero più elevato si registra soltanto in Friuli, 66, Emilia Romagna (51), Campania (52) e Molise (51), la media italiana è pari a 40.
Non solo: la Puglia, nel 2021, è la regione italiana che ha registrato il maggiore eccesso di mortalità rispetto alla media del periodo 2015-19: +18,5% di decessi contro una media del Sud del 12,9% e una media italiana del 9,8%. «A livello territoriale – scrive l’Istat nel suo rapporto – è nel Mezzogiorno che si osserva l’eccesso di mortalità maggiore dell’anno 2021 rispetto al periodo 2015-19 (+12,9% di decessi), con regioni come Puglia (+18,5%) e Molise (+14,6%) ben al disopra della media nazionale (+9,8%).

Al Nord solo la Provincia autonoma di Bolzano e il Friuli-Venezia Giulia presentano un eccesso superiore al 13%. I decessi riportati alla sorveglianza integrata ritenuti correlati al Covid-19 nel 2021 sono stati 59.136 e rappresentano l’8,3% dei decessi totali per il complesso delle cause, proporzione in calo rispetto all’anno precedente quando se ne contarono oltre 77 mila, il 10,3% del totale.
Il Nord resta sempre la ripartizione con una proporzione maggiore di decessi Covid-19 su decessi totali, con un valore medio della ripartizione per il 2021 del 9%. Il Friuli-Venezia Giulia (14,2%), l’Emilia-Romagna (11,3%) e la Provincia autonoma di Bolzano (10,6%) sono le uniche regioni d’Italia dove si registra più di un decesso Covid-19 su 10.
Rispetto all’anno precedente si è però assistito a un calo di questa percentuale: quasi tutte le regioni settentrionali presentavano infatti nel 2020 valori superiori al 10%, con punte di oltre il 20% in Valle d’Aosta. Di contro, nelle regioni centromeridionali la quota è aumentata nel 2021 rispetto al 2020, dal 6,9% al 7,7% al Centro e dal 5,3% al 7,6% nel Mezzogiorno».
Dall’inizio dell’epidemia al 9 febbraio 2022, in Italia sono stati registrati nel Sistema di sorveglianza nazionale 145.334 decessi avvenuti entro il 31 gennaio 2022. Di questi, 77.778 sono avvenuti nel 2020 e 59.136 nel 2021. La Puglia, invece, mostra un andamento diverso, con un importante incremento di vittime nel 2021 rispetto all’anno prima.
«Si osservano – si legge nel report – picchi di mortalità nel periodo marzo-aprile 2020, novembre-dicembre 2020, marzo 2021 e dicembre 2021, in linea con le ondate osservate nei casi. Mentre fino alla prima metà del 2021 l’andamento della curva dei decessi è stato abbastanza in linea con quello dei casi, con una traslazione di due-tre settimane dei decessi rispetto ai picchi dei casi, nella seconda metà del 2021, grazie all’impatto della massiccia campagna vaccinale il numero settimanale dei decessi è stato molto più contenuto rispetto a quello dei casi». Il tasso annuale standardizzato di mortalità è sceso da 50,5 decessi ogni 100.000 abitanti nel 2020 a 40,3 nel 2021, in Puglia invece è lievitato.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA