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Cambiano le liste d’attesa: al via le agende dedicate per i cronici e per chi non si presenta alla visita senza una giustificazione sarà chiesto il pagamento del ticket. Nascono le “liste di tutela”. La Calabria ha meno di 120 giorni di tempo per adottare il piano nazionale.


Centoventi giorni a partire dall’ultima settimana di agosto. È il tempo massimo che la Calabria, così come le altre regioni, ha a disposizione per adattarsi al nuovo piano nazionale per le liste d’attesa 2026-2028. E la novità principale riguarda le situazioni nelle quali il Cup non riesce a offrire subito un appuntamento compatibile con la priorità indicata nella prescrizione. Una riforma che, però, non prevede nuove risorse oltre quelle già stanziate.

La richiesta verrà registrata in una sorta di lista di tutela e sarà il sistema sanitario a verificare la possibilità di trovare successivamente una soluzione, informando direttamente l’assistito. I tempi per una rimodulazione sono: fino a cinque giorni per le prestazioni in classe B, dieci per le visite in classe D, quindici per gli esami diagnostici sempre in classe D e trenta per la classe P. le prestazioni urgenti sono escluse. L’altra grande novità riguarda il Cup, che dovrà includere anche i privati accreditati, l’intramoenia e le agende da sottoporre a controllo Agenas. Se una prestazione non fosse disponibile in una struttura pubblica, il sistema dovrebbe poter verificare le alternative presenti nell’intera rete regionale o infraregionale, senza obbligare il cittadino a consultare separatamente diversi erogatori.

LISTE D’ATTESA: PROMEMORIA OBBLIGATORIO, AGENDE DELICATE, SANZIONI E TELEMEDICINA

Nel frattempo, il promemoria diventa un obbligo: il Cup dovrà inviare un richiamo all’assistito, consentendogli di confermare oppure annullare l’appuntamento a distanza almeno due giorni lavorativi prima della prestazione. Chi non si presenta senza aver cancellato l’appuntamento e senza una potrà essere chiamato a pagare la quota ordinaria prevista per la prestazione. La disposizione vale anche per chi è esente dal ticket. Televisite e teleconsulti vengono indicati come strumenti attraverso i quali evitare accessi non indispensabili alle strutture. La possibilità assume particolare rilievo per chi deve effettuare controlli periodici, per le persone con difficoltà negli spostamenti e per chi vive lontano dai servizi.

La televisita potrà inoltre essere utilizzata nel follow-up dopo una dimissione ospedaliera. Un capitolo specifico riguarda i pazienti affetti da patologie croniche e oncologiche. Per loro il Piano prevede agende dedicate ai Percorsi diagnostico terapeutico assistenziali, con una gestione che potrà essere affidata direttamente allo specialista o alla struttura individuata dall’azienda sanitaria. L’obiettivo è evitare la sequenza di prescrizioni e prenotazioni separate che spesso frammenta l’assistenza.

AGENDE DELICATE, RICOVERI PROGRAMMATI E TRASPARENZA ONLINE: COME CAMBIANO LE LISTE D’ATTESA

La tutela viene estesa anche ai ricoveri programmati. Se la struttura nella quale il paziente è inserito non riesce a rispettare il limite temporale previsto per la sua classe di priorità, la Regione dovrà individuare, nell’ambito del sistema di garanzia, una soluzione alternativa con caratteristiche assistenziali equivalenti. Dovranno essere considerati anche distanza e raggiungibilità. E soprattutto il trasferimento non potrà cancellare il tempo già trascorso in lista: la posizione maturata dal paziente dovrà essere conservata. Regioni e aziende sanitarie dovranno predisporre sui propri siti sezioni facilmente raggiungibili dedicate alle liste d’attesa. Con informazioni sulle prestazioni monitorate, sulle disponibilità, sui tempi e sulle modalità di prenotazione online. I risultati dei controlli confluiranno nel monitoraggio nazionale e saranno diffusi attraverso il portale del ministero della Salute.

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