La Corte di Appello di Catanzaro
2 minuti per la letturaSentenza della Corte d’Appello di Catanzaro nei confronti degli imputati al processo “Nemea” contro il clan Soriano di Pizzinni di Filandari: una assoluzione e 4 condanne
VIBO VALENTIA – Si è conclusa con una assoluzione e quattro condanne il processo d’Appello scaturito all’operazione “Nemea”, contro il clan Soriano, che vedeva imputati Caterina Soriano, di 37 anni, di Pizzinni di Filandari, figlia del boss Leone, il marito Luca Ciconte 35 anni; Graziella Silipigni, 55 anni, cognata di Leone e Rosetta Lopreiato, moglie di quest’ultimo, Giacomo Cichello di Filandari. Procedimento che tornava dall’annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione
La Corte presieduta dal giudice Antonio Giglio (a latere Fontanazza e Di Girolamo) ha quindi assolto la Lopreiato (condannata a 3 anni e 4 mesi nel precedente giudizio); rideterminando le pene nei confronti di Ciconte e della Soriano in 10 anni 3 mesi e 20 giorni a seguito dell’assoluzione per un capo di imputazione. Condanna rivista al ribasso anche per la Silipigni che passa da 11 anni e 8 mesi a 10 anni 3 mesi e 20 giorni in virtù dell’assoluzione per un capo di imputazione. Infine 5 anni per Giacomo Cichello, di Filandari.
A GENNAIO 2025 I VERDETTI DELLA CASSAZIONE E I RINVII
Il 21 gennaio 2025 la Cassazione aveva emesso la condanna in via definitiva per Leone Soriano a 20 anni, e a 17 anni e 6 mesi per il nipote Giuseppe (in primo grado condannato a 13 anni e 8 mesi); e a 14 anni e 11 mesi per Francesco Parrotta di Filandari, ma residente a Ionadi, rigettando il ricorso della Procura generale, con conferma delle assoluzioni decise dalla Corte d’Appello di Catanzaro, per Domenico Nazionale, di Tropea (avvocati Francesco Schimio e Giovanni Piccolo); Alex Prestanicola, di Filandari (avvocati Sergio Rotundo e Diego Brancia).
L’inchiesta “Nema”, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia con il coordinamento del pm della Dda di Catanzaro Anna Maria Frustaci, si era basata anche sulle dichiarazioni dell’allora neo collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso. Successivamente erano confluiti nel processo “Nemea” anche gli atti dell’inchiesta “Rinascita-“Scott, che vedevano coinvolti Leone Soriano e il nipote Giuseppe unitamente ad altre persone.
Caterina Soriano (Di Renzo e Contestabile) torna in libertà, Rosetta Lopreiato (difesa dagli avvocati Diego Brancia e Salvatore Staiano), era già libera, mentre Graziella Silipigni era stata di recente scarcerata su istanza congiunta della Procura Generale e della Difesa per decorrenza dei termini di fase.
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