Il consigliere regionale Angelo Chiorazzo
4 minuti per la letturaData Center, rivolta nell’Aula del Consiglio regionale. La minoranza minaccia il blocco del Consiglio regionale: «Vogliamo risposte».
«Il governatore Bardi chiarisca una volta per tutte i reali motivi del disservizio che da 10 giorni blocca il Data Center Regionale, altrimenti non consentiremo l’avvio dei lavori in consiglio regionale, la trasparenza e i diritti dei cittadini hanno la priorità su tutte le questioni». A promettere il blocco delle attività di Palazzo, è il consigliere regionale Angelo Chiorazzo, in quota alla civica Basilicata Casa Comune.
«Ad oggi, non ho ricevuto alcuna risposta a tutte le interrogazioni che ho effettuato per conoscere le cause del problema e i tempi di ripristino del servizio – aggiunge Chiorazzo –. Non è giusto che un fatto tanto grave rimanga senza responsabili. Mi aspetto che il direttore generale per l’amministrazione digitale, Michele Busciolano, rimetta la delega». Una seduta infuocata, dunque, si attende per oggi nella sala consiliare di via Verrastro. La posizione di Chiorazzo, che rispecchia il malumore dei tanti cittadini che da dieci giorni sono costretti a subire le conseguenze dei disservizi, si allinea alla contestazione delle consigliere regionali del M5s, Alessia Araneo e Viviana Verri.
DATA CENTER: LA PROTESTA DEL M5S E LA RICHIESTA DI INFORMATIVA URGENTE
«A causa della grave e prolungata paralisi del Centro Unico di Prenotazione e dei sistemi informatici del Servizio Sanitario Regionale e, nonostante i comunicati ufficiali che parlano di un graduale rientro alla normalità – spiegano le consigliere del M5s –, continuano a giungerci segnalazioni da parte degli utenti e degli operatori sanitari relativamente a un blocco che persisterebbe a macchia d’olio su tutto il territorio regionale con impossibilità di prenotare visite ed esami sanitari urgenti, di pagare i ticket o di accedere ai servizi digitali essenziali.
Per questa ragione, abbiamo depositato una richiesta di informativa urgente affinché il Presidente della Giunta e l’assessore alla Sanità riferiscano direttamente in aula nella seduta consiliare del 6 ottobre». Una richiesta di chiarimenti in merito alle ragioni gestionali e tecniche che continuano a causare situazioni di disservizio; tempi certi e definitivi per il ripristino di ogni funzionalità e misure straordinarie di tutela per prorogare le prescrizioni in scadenza e recuperare immediatamente le prestazioni non erogate.
L’INTERVENTO DI PIERO MARRESE E LA RESISTENZA DEL PERSONALE SANITARIO
«A distanza di una settimana dal blocco del Data Center regionale, alcuni servizi stanno gradualmente tornando alla normalità. Ma non tutto è stato ancora ripristinato e continuano a registrarsi gravi disagi, a partire dal sistema CUP, che resta uno degli strumenti più importanti per garantire ai cittadini l’accesso alle prestazioni sanitarie».
Ad aggiungersi al coro di contestazioni, è consigliere regionale Piero Marrese. «In questi giorni abbiamo assistito all’impegno encomiabile degli operatori del CUP e del personale sanitario, che stanno affrontando una situazione straordinaria con professionalità e spirito di servizio, ricorrendo anche a procedure cartacee e strumenti alternativi pur di garantire assistenza ai cittadini. A loro va il nostro sincero ringraziamento. Se il sistema sanitario lucano ha retto all’urto di questa emergenza è soprattutto grazie al lavoro e al sacrificio di queste persone».
Un disagio che sta evidenziando le doti di resilienza del personale ma che reclama una risposta urgente – che ancora non arriva – circa le cause che l’hanno generato. «Parliamo di un’infrastruttura strategica sulla quale sono stati investiti 14 milioni di euro per il Data Center di Potenza, oltre a ulteriori risorse destinate al sistema di Disaster Recovery di Matera. Eppure, dopo giorni di blocco, non si è ancora tornati alla piena normalità».
LEGGI ANCHE: Data Center bloccato, l’ombra sui 14 milioni della Regione
DATA CENTER: I DUBBI SULLA SICUREZZA DEI DATI E LA RICHIESTA DI TRASPARENZA
Dunque, i lucani hanno il diritto di sapere cosa sia realmente accaduto. Gli interrogativi senza risposta sono ancora numerosi, infatti, oltre alle cause del guasto, ancora non è chiaro se ci sia stata una compromissione della sicurezza dei dati dei cittadini lucani. «Questa vicenda non può essere archiviata come un semplice inconveniente tecnico. Quando si fermano i sistemi informatici della Regione si fermano servizi essenziali, si rallentano le prestazioni sanitarie e si creano disagi per migliaia di cittadini. Per questo chiediamo che il presidente Bardi riferisca con la massima trasparenza in Consiglio regionale, illustrando le cause del blocco, gli effetti prodotti e le azioni che si intendono adottare affinché una situazione simile non si ripeta più».
«Dopo una settimana di emergenza, i lucani non hanno bisogno di rassicurazioni generiche. Hanno diritto alla verità, alla trasparenza e alla certezza che i milioni di euro investiti nelle infrastrutture digitali regionali siano in grado di garantire servizi efficienti, sicuri e continui».
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA