L’area estrattiva petrolifera di Tempa Rossa, collegata a Taranto tramite oleodotto
4 minuti per la letturaPetrolio, la partita si allarga: «Royalties anche a Taranto». Federcontribuenti chiama in causa il Ministero delle Imprese. In ballo, lo storno del 15% di quanto percepito dalla Basilicata
Le parole di Giorgia Meloni sono state il classico sasso nello stagno. Sollecitando l’accelerazione sulle estrazioni petrolifere in Basilicata, la premier ha dato innesco a una serie di onde concentriche che, inevitabilmente, hanno allargato i fronti del dibattito interno. Se la politica regionale aveva dato vita a un ampio dibattito sugli effetti realmente benefici di un rafforzamento della produzione in terra lucana, ricevendo in risposta l’obiezione delle royalties regolarmente percepite (anche se, a dirla tutta, sui termini del loro utilizzo è stata sollevata più di una questione), proprio sulle compensazioni ricevute, sulla carta, per mitigare l’impatto ambientale delle perforazioni si muovono gli altri attori dell’indotto.
FEDERCONTRIBUENTI CHIEDE ROYALTIES ANCHE PER TARANTO
A suonare il campanello del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stata Federcontribuenti, convinta che almeno una parte delle royalties versate alla Regione Basilicata debba prendere la direzione di Taranto, dove giocano un ruolo decisivo l’attività portuale e le altre componenti che contribuiscono alla filiera petrolifera innescata dalle imprese estrattive nei siti della Val d’Agri e di Tempa Rossa. In ballo, una fetta dei 2,5 miliardi di valore (stimato) generato dall’intero comparto del greggio in Basilicata.
PETROLIO, LA PARTITA TRA BASILICATA E PUGLIA
Da Federcontribuenti, un dossier presentato al Mimit dal Responsabile dei rapporti con il Parlamento, Cosimo Lucaselli, improntato su un’equiparazione dei ruoli territoriali tra Basilicata e Puglia (Taranto in particolare) nella filiera del petrolio. L’obiettivo, è quello di garantire all’area ionica un riscontro economico che, al momento, la propaggine pugliese del settore estrattivo lucano non prevede, nonostante svolga di fatto un ruolo chiave nella fase distributiva. Al momento, la proposta è quella di un’interlocuzione.
Più in generale, la questione sembra radicata nella disputa delle compensazioni che, secondo Federcontribuenti, vede una situazione più o meno simile nella richiesta del milione e mezzo, da parte della Basilicata, per la tratta di 40 chilometri del Frecciarossa da Potenza a Taranto: «L’intento non è quello di creare attriti con i lucani – ha spiegato Lucasiello al Quotidiano del Sud –. Piuttosto, quello di garantire ai cittadini ionici il giusto riconoscimento per il lavoro svolto nella filiera, attraverso il 15% delle royalties e delle accise che, dalla Basilicata, potrebbero essere stornate a favore della città pugliese».
Non solo: «Un altro 0,5% dovrebbe inoltre essere corrisposto dalle multinazionali per quanto riguarda l’aspetto delle bonifiche. Si tratta, in sostanza, di un discorso prettamente collaborativo, in quanto Taranto rappresenta un punto strategico nella gestione di 95 mila barili di greggio al giorno. Contributo che, a oggi, non è adeguatamente ricompensato».
I CONTRIBUTI
Tali contributi, in ogni caso, non finirebbero direttamente nelle casse amministrative, in quanto sarebbero destinati a un Fondo di solidarietà gestito dalla Provincia e, più o meno allo stesso modo di quanto avviene con le compensazioni ambientali in Basilicata, andrebbero a rafforzare il settore dei servizi sanitari: «Anche la Puglia – ha detto ancora il responsabile Federcontribuenti – deve beneficiare del lavoro svolto per il comparto petrolifero. Per gli impianti di estrazione di Tempa Rossa e Val d’Agri, Taranto gioca un ruolo fondamentale, grazie al collegamento garantito dall’oleodotto e per l’attività svolto nell’area del porto. La richiesta è assolutamente bonaria, una rivendicazione di carattere comparativo per assicurare il giusto riconoscimento al fronte ionico».
PETROLIO, ROYALTIES A TARANTO, LA RICHIESTA AL MINISTERO
Il plico è stato inoltrato al Ministero e alle compagnie interessate (Eni e TotalEnergies) il 9 settembre e, chiaramente, la comunicazione dell’esito sarà preceduta da una fase di interlocuzione con le parti: «Sicuramente ci sarà un confronto, anche con la Basilicata. Degli incontri tecnici per valutare la richiesta protocollata. A ogni modo, l’idea di prevedere una corresponsione delle royalties è derivata proprio dalla richiesta lucana avanzata sul tratto ferroviario dell’Alta velocità».
SI ALLARGA L’AFFAIRE GREGGIO
La partita del petrolio inizia quindi a farsi più interessante dopo che il governo sembra aver deciso di sposare l’idea delle compagnie di potenziare l’estrazione. Per quanto riguarda l’eventuale storno delle royalties, non sarà solo questione di numeri ma di pianificazione nazionale. L’affaire greggio, è proprio il caso di dirlo, si allarga a macchia d’olio.
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