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L’ingresso dell’ex Cip Zoo che doveva diventare il luogo dove realizzare il nuovo stadio

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Ex Vivalat, Regione al Lavoro: Il piano punta a cancellare il degrado urbano azzerando i costi di gestione. Bardi accelera per i bandi a lunghissimo termine per attrarre investitori.


POTENZA – Voltare pagina, cancellare il degrado e liberarsi   di due  passività immobiliari che gravano sulle casse pubbliche da decenni e decenni.  È questo il mandato chiaro che il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha affidato ai tecnici regionali al termine del  sopralluogo di ieri mattina  nelle aree dell’ex  Vivalat  e dell’ex Cip Zoo nell’area industriale di Potenza. La parola d’ordine, insomma, sembra essere: velocità. Gli uffici tecnici regionali sarebbero  già al lavoro per predisporre una manifestazione d’interesse da sottoporre alla Giunta. L’obiettivo   è lineare quello di testare il mercato, vedere se ci sono imprenditori disposti a investire   e sbloccare due aree dal degrado. Il tutto anche nell’ottica di evitare alla Regione di continuare a sostenere  costi  di gestione e vigilanza.

Per la Regione Basilicata, insomma l’ex Vivalat e l’ex Cip Zoo, sarebbero diventati due fardelli quando potrebbero invece diventare occasioni di rilancio per l’area. I due siti, infatti, rappresentano una ferita aperta nel tessuto urbano (l’ex Cip Zoo è chiusa e abbandonata da almeno 40 anni). L’ex Cip Zoo, tra l’altro, è un’area che in passato ha già richiesto esborsi pubblici elevati per le bonifiche da amianto e rifiuti e che oggi genera continui costi di svalutazione e spese periodiche per recinzioni e vigilanza, necessarie a evitare occupazioni abusive.

L’OBIETTIVO DELLA REGIONE E LE PROPOSTE PER L’EX VIVALAT

L’obiettivo della Regione è quindi duplice: eliminare il rischio ambientale e azzerare le spese. Il vero motore politico di questa accelerazione è stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Galella, che a metà luglio  ha rilanciato la questione dell’ex Cip Zoo e dell’ex Vivalt definendole  «sfide storiche e decisive». Galella, lo scorso luglio, ha fotografato lo stato attuale  delle strutture, a partire dall’ex  Vivalat. «La palazzina che ospita gli uffici  ha il grande vantaggio di avere una parte già pronta all’uso», aveva spiegato a “Il Quotidiano”.

La struttura  «non necessita infatti di alcun intervento strutturale, essendo già stata sistemata dalla Regione che vi aveva temporaneamente insediato gli uffici dell’Egrib». Il capannone  rappresenta «il vero cuore della sfida anche se siamo di fronte a una struttura che ha enormi potenzialità» e pertanto «credo  che si possa trasformare questa grande area in un laboratorio regionale per l’artigianato e la creatività. Un luogo dove i giovani possano sperimentare, fare impresa e far dialogare la nostra   tradizione con le nuove tecnologie digitali».

IL PIANO DI FINANZIAMENTO E IL SOSTEGNO DEL MONDO PRODUTTIVO

Per trasformare questa visione in realtà e permettere alla Regione di cedere i siti senza gravare sul bilancio ordinario, lo schema  proposto da Galella a metà luglio  è chiarissimo: «La Regione è disposta a fare la propria parte.  Se giungesse una formale manifestazione di interesse per l’ex Vivalat o per l’ex Cip Zoo, la Regione metterebbe sul piatto le risorse dei Fondi per lo sviluppo e la coesione (Fsc) per finanziare la riqualificazione strutturale». Subito dopo la messa in sicurezza e il restauro dei capannoni con i fondi pubblici, la Regione  si  libererebbe delle spese. «Verrebbe redatto – aveva spiegato l’esponente politico di Fratelli d’Italia – un bando pubblico e il soggetto vincitore otterrebbe l’uso dell’area per novantanove anni». Una concessione a lunghissimo termine che sarebbe  l’unico strumento in grado di permettere di pianificare investimenti privati solidi e duraturi nel tempo.

La proposta avanzata dal consigliere regionale Galella aveva trovato il pieno sostegno del mondo produttivo locale. La Cna Basilicata, per bocca del presidente Renato Zaccagnino, si era  detta pronta a fare la sua parte. Per l’associazione di categoria quegli spazi «devono diventare  poli di formazione d’avanguardia per l’agroalimentare e la manifattura lucana, offrendo ai giovani motivi concreti per restare sul territorio». La macchina amministrativa è avviata. Tra l’ipotesi storica di realizzare nell’area dell’ex Cip Zoo il nuovo stadio del capoluogo  e il nuovo hub dell’artigianato nell’ex Vivalat, la  Regione è al lavoro per cercare   di liberarsi del peso dell’abbandono e del degrado.

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