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Incendi, il sindaco di Maratea: «C’è la mano dell’uomo», Albanese sui roghi che hanno bruciato il territorio. L’allarme per l’ex Pamafi, il Cristo e il bypass sulla Statale 18. «Non credo che sarà pronto entro la prima decade di agosto».
Il mese di luglio, per Maratea, è stato difficilissimo per via dei tanti incendi che hanno interessato il territorio e che hanno generato paura e preoccupazione tra abitanti e turisti poiché, a detta di tutti, i focolai sono stati provocati dalla mano criminale dell’uomo. Ne abbiamo parlato nel corso di una lunga intervista con il sindaco Cesare Albanese, che ritiene dolosi tutti i roghi eccetto l’ultimo di due giorni fa a Marina. Con il primo cittadino abbiamo affrontato anche gli argomenti relativi ai possibili responsabili, alla messa in sicurezza, alla ex Pamafi ed alla viabilità.
IL SINDACO PARLA DELL’ORIGINE DEGLI INCENDI A MATERA E LE INDAGINI IN CORSO
Sindaco, considerato che dietro tutti questi incendi potrebbe esserci la follia umana, è preoccupato?
«Moderatamente preoccupato, in quanto spero che l’emergenza sia finita perché sono in corso controlli a tappeto ed una massiccia attività investigativa. In particolare, chi di dovere sta battendo due o tre piste che ci si augura permetteranno di individuare i possibili autori di questi gesti assurdi e criminali. A mio avviso, gli incendi di metà luglio sono stati tutti dolosi ma con matrici differenti. I roghi di Massa, arrivati poi a Marina, potrebbero riguardare altri ambiti quindi con responsabilità diverse da quelle del Cristo. Tuttavia, quello di due giorni fa appunto a Marina lo ritengo una recrudescenza del precedente: fuoco che covava sotto la cenere. Questa ipotesi è condivisa dagli esperti con cui ho parlato. Purtroppo il fronte si è attivato dopo le 19, un orario che ha reso impossibile l’immediato arrivo dei mezzi aerei e le fiamme sono divampate per tutta la notte. Ma non credo che, in riferimento a quest’ultimo caso, e con tutti i controlli che ci sono in giro, possa esserci stato qualcuno così matto da andare ad accendere dove era bruciato».
Rispetto all’origine dolosa dei precedenti focolai di Massa ha fatto riferimento ad altre responsabilità, cosa intende?
«Le possibilità da approfondire sono diverse, io ho fatto però un’analisi che differenzia i singoli episodi. Quello del Cristo l’ho ricondotto ad un folle che ha agito a bordo strada, mentre quelli di Massa, che sono stati tre, si differiscono. I primi due, dolosi: il primo avvenuto nello stesso giorno del Cristo, mentre, il secondo, in quello successivo ed ha richiesto l’intervento di 3 Canadair. Poi c’è stato l’ultimo di due giorni fa, arrivato a Marina, provocato da una recrudescenza. Con il dispiegamento di forze che c’è adesso, con ad esempio i Vigili del fuoco che stanno impiegando i droni, confido che il peggio sia alle spalle».
DOPO GLI INCENDI IL SINDACO DI MARATEA CERCA LA SOLUZIONE PER LA BONIFICA DELL’AREA EX PAMAFI
Dopo l’ultimo rogo, Il Consorzio Turistico Maratea ha chiesto di intervenire sull’area dell’ex Pamafi. Il sito è stato bonificato come aveva chiesto?
«Non ancora. Lo scorso inverno avevo emanato un’ordinanza che non è stata adempiuta: conseguentemente, ho fatto la comunicazione di notizia di reato alla Procura. L’iter è stato portato a termine, ma il Comune non può intervenire, per poi chiedere i danni, perché costerebbe troppo. Disponibilità economica che non hanno gli stessi commissari liquidatori. La soluzione è la ripresa del possesso materiale da parte della Regione: a tal fine, mi auguro quantomeno che l’emergenza che stiamo vivendo possa accelerare la transazione. A quel punto, la Regione non avrebbe più scuse: ad esempio, attraverso il Consorzio di bonifica, si potrebbe subito intervenire sulla vegetazione. In quell’area ci sono da smaltire i rifiuti lasciati dall’azienda. In proposito, credo che ormai sia chiaro si tratti prevalentemente di tanta plastica, ferro delle serre e vetro. Per il resto, le inchieste hanno sempre portato al nulla, rendendo favole le voci sui rifiuti chimici sepolti là dentro. Tuttavia, lì c’è una vera e propria foresta che rende sempre molto elevato il rischio di incendi».
Per quanto concerne gli interventi di messa in sicurezza successivi agli incendi, a che punto siamo con la collina del Cristo?
«Sono stati effettuati i primi interventi, la Regione ha dichiarato lo “Stato di emergenza”. Adesso bisogna agire immediatamente poiché, se arrivasse una bomba d’acqua, come purtroppo capita, saremmo costretti a chiudere la strada e rimarrebbero isolate le frazioni più alte, che sono le più popolose, oltre ad alcune strutture ricettive. Si tenga presente che entriamo in un mese nel quale ci attendiamo almeno 200mila o 300mila visitatori del Cristo. Tuttavia, aggiungo, i 500mila euro che saranno messi a disposizione con il decreto possono servire per partire, ma ce ne vorranno molti di più».
A Marina qual è la situazione?
«A Marina ci sono delle vecchie barriere paramassi che andranno verificate e, verosimilmente, potrebbe essere necessaria la sostituzione per via dei massi in bilico. Anche quella è una situazione molto complessa in quanto, sotto le protezioni, insistono alcune villette che, nelle more dell’intervento, spero di non essere costretto a sgomberare».
LA NODO DELLA VIABILITÀ E I LAVORI SULLA STATALE 18
Rimanendo in tema di viabilità, ritiene verosimile l’apertura entro la prima decade di agosto del bypass alla Statale 18 come annunciato da Anas?
«Non sono un esperto della materia, ma rimango molto scettico. Leggo date su comunicati della Regione o di Anas utili soprattutto per la stampa. In realtà è un falso problema poiché, fino a quando rimarrà aperta, si preferirà passare ancora dalla Statale 18. Tra l’altro, il bypass sarà anche interdetto ai mezzi pesanti. Io non voglio polemizzare con nessuno, per carità, neanche con i pochissimi che criticano poiché, secondo loro, io e la mia amministrazione ce ne staremmo con le mani in mano. La verità è che tutti possono stare tranquilli perché mi sono assunto la responsabilità di tenere la strada aperta dalle 7 del mattino all’una di notte. Di fatti, vedrete che, anche col bypass aperto, transiteranno tutti da sotto semplicemente perché è più comodo. Ma dal 30 settembre la Statale sarà chiusa per una questione di sicurezza e di costi. Per questa ragione, considerando che ad esempio ci sono lavori di bitumazione da fare, ho invitato le ditte ad arrivare a Maratea prima del 30 settembre poiché, dopo, anche con il bypass, i mezzi pesanti non potranno passare».
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