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Matera, la minoranza chiede: «Nomina di Iaculli da chiarire». Dieci consiglieri: «Regolamento uffici dice che è gratuita. E si può fare sopra 70 anni?». Interrogazione che solleva dubbi e ventila anche l’ipotesi di un danno erariale.
MATERA- Charimenti sulla nomina di Maria Rita Iaculli a capo di gabinetto del sindaco Nicoletti. «Perchè in base ad un regolamento comunale i dipendenti in pensione non possono svolgere incarichi per più di un anno e comunque a titolo gratuito e perchè non può essere fatto contratto di lavoro subordinato a chi ha superato i 70 anni». Sono gli interrogativi espressi da 10 consiglieri comunali di minoranza, primo firmatario Augusto Toto insieme ai colleghi Cifarelli, Schiavo, Perniola, Lapolla, Bennardi, Cotugno, Cerrone, Rubino, Colucci in un’interrogazione presentata al sindaco che ventila anche evidentemente il rischio di incorrere in danno erariale con intervento d’ufficio della Corte dei Conti.
SULLA NOMINA DI IACULLI: I QUESITI E IL RISCHIO DI POTENZIALE DANNO ERARIALE A METERA
Nell’interrogazioni in particolare si chiede «quali motivazioni di eccezionale interesse pubblico l’Amministrazione abbia ritenuto di derogare all’art. 17, comma 4 del Regolamento comunale, il quale vieta esplicitamente sia la remunerazione sia il rinnovo o la proroga di incarichi di collaborazione a soggetti già collocati in quiescenza. Se sia stata preventivamente valutata la legittimità anagrafica e giuslavoristica nel conferire l’incarico di capo di gabinetto tramite contratto di lavoro subordinato a tempo determinato ad una persona che aveva già superato il limite dei 70 anni d’età. E infine se sia consapevole che l’adozione dei due citati decreti sindacali, disponendo l’erogazione di compensi economici in aperto contrasto con il divieto di rinnovo e l’obbligo di gratuità tassativamente imposti dall’ordinamento interno dell’Ente, potrebbe configurare un potenziale danno erariale per il Comune, con conseguente segnalazione d’ufficio alla Procura Regionale della Corte dei Conti» si legge nella richiesta.
LE CONTESTAZIONI SUI VINCOLI DI ETÀ E REGOLAMENTO INTERNO
All’interno dell’interrogazione si spiega inoltre come «nonostante il dettato dell’art. 17 del Regolamento interno escluda contratti onerosi, rinnovi o proroghe per i lavoratori collocati in quiescenza, l’Amministrazione ha proceduto a un rinnovo contrattuale pluriennale oneroso, derogando alle norme regolamentari dell’Ente.
Sebbene i Decreti citino l’art. 11, comma 3 del D.L. 105/2023 per legittimare la natura onerosa delle figure di vertice di staff, permane la necessità di chiarire la conformità di tale scelta rispetto ai limiti d’età anagrafica ordinari per l’accesso ai contratti di lavoro subordinato nella PA e, soprattutto, rispetto ai vincoli di non rinnovabilità stabiliti dal proprio ordinamento interno» viene ribadito ancora all’interno della stessa interrogazione che dunque solleva dei quesiti innanzitutto e poi anche dei dubbi rispetto alla nomina del capo di gabinetto che è stata fatta soprattutto rispetto a quelle che sono le scelte e le procedure che sono state seguite. Da qui la richiesta di chiarimenti che verrà discussa poi con un’interrogazione.
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