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Da sinistra: la coppia Angelucci, Cristina Bianco, Matteo Gianturco (ragazzo maglia nera), Paolo Gianturco, Lorenzo Angelucci e ultimo a destra Pietro Gianturco

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Morte Gianturco: giallo sull’allarme e poi lo schianto. Manca la scatola nera a bordo del velivolo ma spunta una telefonata alla torre di controllo. I consoli italiani pronti a fornire le cartelle cliniche. La tragedia che ha cancellato la famiglia del manager aviglianese.


Si infittisce il mistero sul drammatico schianto dell’aereo in Perù, costato la vita alla famiglia del top manager lucano Paolo Gianturco, cinquantanovenne originario di Avigliano, e ad altre 9 persone. Mentre la procura di Lima accelera le indagini per accertare le cause del disastro, emergono nuovi elementi tecnici e complessi nodi investigativi che aprono un vero e proprio giallo internazionale sulla dinamica dell’incidente. Il dramma, che ha cancellato due nuclei familiari partiti assieme dalla Brianza per una vacanza, si sposta ora sul piano dei riscontri forensi e delle perizie tecniche sui resti del Cessna 208B Grand Caravan della compagnia Aerodiana.

Una delle prime risposte ufficiali arriva direttamente dal governo peruviano e delinea uno scenario parzialmente diverso dalle prime ipotesi meteorologiche. Rogers Valencia, ministro del Commercio estero e del Turismo, ha rivelato un dettaglio decisivo subito dopo aver effettuato un sopralluogo nell’area del disastro, a poca distanza dall’aerodromo Maria Reiche di Nazca.

LA SEGNALAZIONE DI GUASTO MECCANICO, LO SCHIANTO, LA MORTE DI GIANTURCO E LE INDAGINI UFFICIALI

«C’è stata una chiamata dall’aereo che segnalava problemi meccanici», ha dichiarato il ministro ai giornalisti presenti sul luogo dell’incidente. Secondo quanto ricostruito dal dicastero, il pilota avrebbe regolarmente segnalato l’avaria alla torre di controllo dell’aeroporto di Nazca, ma subito dopo le comunicazioni radio si sono interrotte bruscamente. Questo elemento è ora al vaglio della Commissione investigativa sugli incidenti aerei, che dovrà incrociare la traiettoria di volo con le prove meccaniche rinvenute sulla carcassa del velivolo. «Ci saranno risultati immediati e il processo di valutazione dello stato dei resti ci aiuterà a comprendere a fondo le cause dell’incidente», ha aggiunto Valencia, cercando di rassicurare l’opinione pubblica sulla rapidità degli accertamenti.

IL RUOLO DELL’ANSV E LA SMENTITA DEI VIDEO FAKE

In Italia l’attenzione resta altissima. L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha nominato un proprio esperto per seguire da vicino l’inchiesta condotta dalle autorità di Lima. Il lavoro degli inquirenti si annuncia però tutt’altro che semplice. Mikael Amura, direttore inchieste e prevenzione proattiva dell’Ansv, ha spiegato le oggettive difficoltà tecniche legate alla tipologia del mezzo coinvolto: «L’inchiesta sarà più difficoltosa senza registratori di volo. Tuttavia, ci sono molti casi in cui le evidenze disponibili sono molto indicative e consentono di condurre efficacemente l’indagine». A bordo del Cessna Grand Caravan, infatti, la presenza della scatola nera non era obbligatoria per legge, ma l’Ansv sottolinea che «si può contare su molteplici evidenze utili alla ricostruzione dell’evento».

Parallelamente, l’ente nazionale ha spento le speculazioni nate sul web a causa di un filmato amatoriale trasmesso persino dalla tv di Stato peruviana, in cui si vedeva un aereo perdere un’ala prima di prendere fuoco. L’Ansv ha bollato il video come un fake: le immagini «non risulterebbero coerenti con le evidenze riscontrate sul luogo dell’incidente» e con lo stato effettivo del relitto.

I RICONOSCIMENTI FORENSI E LE REAZIONI DELLE ISTITUZIONI

Mentre la politica locale peruviana affronta le conseguenze dell’accaduto – con la presidente Keiko Fujimori che ha escluso categoricamente la sospensione delle operazioni dell’aeroporto di Pisco dopo aver ricevuto nuovi dettagli sul piano di volo –, la macchina dei soccorsi ha completato la prima fase. Il procuratore incaricato delle indagini, Hugo Umiña, ha disposto il trasferimento di tutte le salme all’obitorio di Ica, dove la direzione provinciale di medicina legale eseguirà le analisi del Dna. Il percorso per dare un nome ai resti straziati dalle fiamme sarà lungo. Rubén Brizuela Powsang, direttore nazionale dell’Istituto di Medicina Legale e Scienze Forensi, ha stimato che «ci vorranno 2-3 giorni per identificare le vittime». Un team di otto esperti forensi lavorerà in stretto contatto con i consolati di Italia, Germania e Spagna per raccogliere i dati ante-mortem, comprese le cartelle cliniche dentistiche che i consoli dovranno fornire per accelerare il riconoscimento.

LE NOTIZIE SULLA COMPAGNIA AEREA DOPO LO SCHIANTO E IL CORDOGLIO IN ITALIA PER LA MORTE DI GIANTURCO

Nel frattempo, la compagnia Aerodiana ha espresso «il suo più profondo rammarico» per la tragedia, garantendo «piena disponibilità a fornire tutto il supporto necessario» e confermando di collaborare attivamente con le autorità. La società ha difeso i propri standard qualitativi, ricordando i suoi 18 anni di attività e specificando che i propri tre velivoli all’avanguardia «vengono sottoposti a manutenzione ogni 100 ore di volo». Il presidente della Regione, Vito Bardi, interpretando il profondo dolore dell’intera comunità lucana e di quanti conoscevano la famiglia, ha espresso sgomento per la scomparsa dei Gianturco: «Ci spezza il cuore». Le istituzioni e i cittadini restano ora in attesa che si completino le dolorose tessere del riconoscimento. Resta lo sconforto nella comunità brianzola, dove la famiglia risiedeva, e ad Avigliano città di origine dove ancora vivono molti parenti, che attendono ora il rientro delle salme della famiglia Gianturco per l’ultimo straziante saluto.

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