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Potenza, sequestrato gasolio fuori norma. Per il distributore carburanti l’ipotesi è di frode nell’esercizio del commercio. Operazione di Guardia di finanza e Agenzia  delle dogane e dei monopoli


POTENZA – Centinaia di litri di gasolio con un punto di infiammabilità nettamente inferiore ai limiti previsti dalla legge sono stati sequestrati in un distributore della provincia di Potenza. Il caso è emerso nei giorni scorsi durante una serie di controlli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Guardia di Finanza, impegnate nelle verifiche sulla commercializzazione dei carburanti nel territorio potentino. L’impianto era stato individuato attraverso un’analisi preventiva dei rischi nel settore. I controlli sono stati condotti dal personale dell’Ufficio Antifrode e dell’Ufficio Adm Basilicata, insieme ai finanzieri del Gruppo di Potenza.

Dai primi accertamenti qualitativi è risultato che il gasolio messo in vendita presentava caratteristiche non conformi ai requisiti stabiliti per i carburanti destinati all’autotrazione, in particolare per quanto riguarda il punto di infiammabilità: la temperatura alla quale un liquido libera vapori che possono incendiarsi in presenza di una fiamma o di una scintilla. Se questo valore è troppo basso, il carburante può presentare un rischio maggiore di accensione durante la manipolazione e l’utilizzo. Il prodotto è stato sequestrato nell’ambito di un’indagine per l’ipotesi di frode nell’esercizio del commercio. Il presunto responsabile è stato segnalato alla magistratura, mentre saranno necessari ulteriori approfondimenti tecnici per definire con maggiore precisione le caratteristiche del carburante e confermarne l’irregolarità.

POTENZA, SEQUESTRATO GASOLIO: I PRECEDENTI NEL CAPOLUOGO E L’AZIONE CONGIUNTA DELLE ISTITUZIONI

Un episodio analogo era emerso già nel maggio scorso, quando i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Potenza e il personale dell’Agenzia delle Dogane avevano controllato un altro distributore, questa volta nel capoluogo. L’impianto era stato individuato attraverso mirate analisi del rischio. Le verifiche qualitative sul prodotto avevano fatto emergere un punto di infiammabilità apparentemente inferiore ai limiti di legge e avevano portato al sequestro di oltre 5.200 litri di gasolio. Anche per quel caso il presunto responsabile era stato segnalato all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di frode nell’esercizio del commercio.

Gli accertamenti tecnici sul carburante sono ancora in corso e dovranno confermare le prime risultanze. I due interventi si inseriscono nell’attività congiunta della Procura della Repubblica, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Guardia di Finanza per contrastare la diffusione di prodotti energetici irregolari e la commercializzazione di carburanti sottratti al pagamento delle imposte dovute. I controlli puntano a tutelare la regolarità del mercato e gli interessi dei consumatori.

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