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Sanità in Calabria, il nuovo concorso per l’emergenza-urgenza calabrese parte con un buco: 102 posti, 61 candidature ammesse e un solo medico in mobilità. I numeri del flop.


CATANZARO – Centodue posti da coprire, sessanta candidati ammessi al concorso e uno solo alla mobilità. Per l’emergenza-urgenza calabrese anche questa chiamata parte con i numeri del flop. Non basta offrire contratti a tempo pieno e indeterminato, non basta riaprire i termini: la risposta resta lontana dal fabbisogno. E prima ancora delle prove, delle graduatorie e delle eventuali rinunce, il conto presenta già un vuoto di almeno 41 medici, nell’ipotesi più favorevole che tutte le candidature ammesse si traducano in altrettante assunzioni. È l’ennesimo colpo difficile da digerire per la Regione, che sull’emergenza-urgenza ha scontato anche il netto “no” di larga parte dei dipendenti 118 chiamati ad effettuare il passaggio di funzioni ad Azienda zero.

SANITÀ IN CALABRIA, IL FLOP DEL CONCORSO DI AZIENDA ZERO

Il dato, più che politico, è comunque strutturale. I pronto soccorso e i servizi di emergenza-urgenza della regione continueranno a lavorare in una situazione di fortissima carenza di personale. E l’ennesimo concorso che si chiude senza arrivare al totale dei posti disponibile ne è la dimostrazione concreta.
A mettere in fila i numeri è Azienda Zero con la deliberazione licenziato il 16 ottobre scorso, firmata dal direttore generale Gandolfo Miserendino. Il provvedimento approva le ammissioni e le esclusioni alle due procedure avviate a giugno per reclutare dirigenti medici nella disciplina di Medicina d’emergenza-urgenza.
Non proprio assunzioni, ma abbastanza per misurare la distanza fra i posti messi a disposizione e la platea sulla quale si potrà contare per provare a occuparli: al massimo il 59,8 per cento del totale richiesto.

L’INUTILITÀ DELLA RIAPERTURA DEI TERMINI

Il percorso era cominciato con una delibera licenziata il 26 giugno scorso. Poi, il 24 luglio, la decisione di riaprire i termini del concorso, dichiaratamente «al fine di assicurare la copertura del fabbisogno rappresentato dalle Aziende Sanitarie Regionali». Segno tangibile che già qualcosa non andava. Un obiettivo che i numeri delle ammissioni lasciano fuori portata per questa tornata. La seconda finestra ha permesso a generare una platea sufficiente.

SANITÀ IN CALABRIA, LE DOMANDE AL CONCORSO

Al concorso sono arrivate 78 domande. Già questo primo dato era inferiore ai 102 posti previsti. L’istruttoria effettuata sui requisiti dei candidati ha poi ridotto il gruppo a sessanta: diciotto sono risultate non ammissibili, poco più del 23 per cento di quelle presentate.
Ancora più esile il contributo della mobilità. Le domande presentate sono state appena tre e solo una ha superato la verifica di ammissibilità. Le altre due sono state escluse. Anche il canale dei trasferimenti, dunque, offre in questa fase un apporto minimo rispetto alla dimensione della richiesta. Sommando le ammissioni delle due procedure si arriva a 61 candidature: una disponibilità potenziale, non un contingente già pronto a prendere servizio. Il divario, come detto, potrebbe allargarsi con gli esiti della selezione o con eventuali rinunce.

LA DISTRIBUZIONE DEI POSTI

La distribuzione dei posti è indicativa di una domanda molto estesa. La quota maggiore riguarda proprio Azienda Zero, con quaranta medici richiesti. Seguono l’Asp di Catanzaro con 21 e l’universitaria Dulbecco con dieci. Otto posti ciascuno sono destinati alle Asp di Cosenza e Reggio Calabria, sette a quella di Vibo Valentia, quattro all’azienda ospedaliera di Cosenza, tre al Grande ospedale metropolitano di Reggio e uno all’Asp di Crotone. Il documento non assegna gli ammessi alle singole aziende.


Il prossimo passaggio sarà la trasmissione della documentazione alla commissione esaminatrice, «una volta nominata». Anche questo dettaglio fissa il punto al quale è arrivata la procedura: si è ancora alle ammissioni, a quasi quattro mesi dall’indizione. La delibera non porta medici in servizio e non indica una data per il loro ingresso. Certifica invece che la chiamata, pur prolungata, non ha raccolto abbastanza candidature utili.

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