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Roma, 27 feb. (askanews) – Da Trieste a Palermo, coccarda
tricolore in bella vista sulla toga e costituzione in mano, i
magistrati hanno incrociato le braccia contro la riforma della
giustizia che punta alla separazione delle carriere tra pm e
giudici. Lo sciopero di oggi dei magistrati – con un’adesione tra
75-80% – “non è stato organizzato contro qualcuno, ma in difesa
di una serie di princìpi della Costituzione nei quali crediamo
fermamente e crediamo che siano la soluzione migliore, non per i
magistrati ma per i cittadini”, ha detto il presidente dell’Anm,
Cesare Parodi, che ha partecipato alla mobilitazione delle toghe
davanti alla Corte di Cassazione a Roma. “È la prima
manifestazione importante di un movimento di pensiero nel quale
cerchiamo di farci conoscere dai cittadini in modo diverso da
quello con il quale siamo stati purtroppo fino ad oggi
rappresentati”, ha detto ancora.
Mentre i magistrati disertavano in tutta Italia le aule dei
tribunali in segno di protesta contro la separazione delle
carriere, a Palazzo Chigi questa mattina la presidente del
Consiglio, Giorgia Meloni si è riunita con i vicepremier, Matteo
Salvini e Antonio Tajani, il leader di Noi Moderati, Maurizio
Lupi, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio e il
sottosegretario, Alfredo Mantovano. Al termine dell’incontro
fonti dell’esecutivo hanno confermato “la disponibilità a un
confronto costruttivo, con particolare attenzione al dialogo con
l’Associazione Nazionale Magistrati”, in vista di un faccia a
faccia, già programmato, per il 5 marzo prossimo, prima con
l’Unione delle Camere Penali e successivamente con l’Anm. La
riforma della giustizia “non è stata concepita contro i
magistrati, ma nell’interesse dei cittadini”, hanno sottolineato
dalla maggioranza.
Critiche alla serrata dei magistrati sono arrivate dal deputato
di Forza Italia, Enrico Costa. “Pm e giudici che manifestano a
braccetto sono il miglior spot per la separazione delle carriere.
E’ lo sciopero delle correnti. Dicono di voler difendere la
Costituzione, in realtà sono terrorizzati dal perdere i tre mega
privilegi: gli avanzamenti di carriera per tutti, anche per chi
commette ripetutamente errori, le promozioni discrezionali grazie
agli accordi tra le correnti, le sanzioni inesistenti per chi
sbaglia”, ha rimarcato l’ex viceministro della Giustizia.
Per Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia,
si è trattato di uno “sciopero dal sapore eversivo” che “non
bloccherà il cammino della democrazia. Vogliamo la certezza della
pena, una giustizia rapida e la fine dell’uso politico della
giustizia. Non ci faremo fermare”.
Si schiera al fianco dei magistrati la segretaria del Pd, Elly
Schlein, che ha definito la separazione delle carriere, “una
riforma sbagliata” e “che porta al sogno malcelato della destra:
giudici assoggettati alla politica”. Per il capogruppo di Avs
nella commissione Giustizia della Camera, Devis Dori “la destra
al governo pensa di poter stravolgere la Costituzione, calpestare
i suoi principi e agire con ostilità ideologica contro
l’indipendenza dei magistrati. Noi di Alleanza Verdi e Sinistra
siamo con i magistrati a tutela della Costituzione democratica”.
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